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Prato

Ospedale: «Servizi a rischio se non vengono rinnovati i contratti»

Ospedale: «Servizi a rischio se non vengono rinnovati i contratti»

Prato, i sindacati della sanità preoccupati per gli organici. A fine ottobre scadono 65 rapporti di lavoro a termine. Minacciato lo sciopero

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PRATO. Oltre centocinquanta persone hanno partecipato venerdì 16 all’assemblea degli operatori sanitari dell’Asl 4 di Prato riempendo la sala Magnolfi della palazzina dei servizi dell’ospedale Santo Stefano. Le organizzazioni sindacali del comparto sanità di Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato l’assemblea per preparare l’incontro con l’azienda sanitaria previsto per il 20 ottobre. All’incontro, a cui parteciperà anche il commissario d’area vasta Paolo Morello, si affronterà il tema del rinnovo dei contratti a tempo determinato od interinali, in scadenza il 31 ottobre.

«Già il 15 settembre scorso non sono stati rinnovati otto contratti di lavoro di personale già formato e da tempo impiegato nei dipartimenti delle medicine, delle chirurgie e dell’emergenza. Alla data del 31 ottobre risultano in scadenza 65 contratti interinali e a tempo determinato metà dei quali infermieri e altrettanti operatori socio sanitari. Non rinnovare i contratti di lavoro - si legge in una nota dei tre sindacati confederali - determinerebbe il blocco dell’attività e dei servizi».

Durante l’assemblea di Cgil, Cisle Uil è stata evidenziata la difficoltà strutturale della sanità pratese. La spesa sanitaria, infatti, si attesta a 1436 euro medi annuali per abitante mentre la media regionale è pari a 1655 euro. La Provincia di Prato è inoltre penultima in Toscana con un rapporto tra abitanti e personale sanitario pari a 1,04 addetti ogni 100 abitanti. La media regionale, invece, si attesta a 1,32 operatori sanitari ogni 100 cittadini. Mancano, in definitiva, 712 operatori a disposizione della salute dei cittadini pratesi.

«I sindacati confederali – continuano Cgil, Cisl e Uil – devono essere in grado di coniugare gli interessi dei cittadini con le istanze del mondo del lavoro. Pretendere la continuità dei rapporti di lavoro in scadenza è la garanzia per la qualità dei servizi sanitari fin qui erogati, al di sotto dei quali si metterebbe davvero a rischio i livelli essenziali di assistenza».

Nota polemica dei tre sindacati sull’assunzione a Pistoia tramite mobilità interna, di tre infermieri, sei operatori socio sanitari, una ostetrica, un fisioterapista e un medico ortopedico. «L’esempio dell’Asl 3 di Pistoia indica che è possibile assumere e che il licenziamento dei lavoratori precari è una scelta politica dell’Asl pratese che le organizzazioni sindacali e gli operatori sanitari non possono accettare».

Pronti allo sciopero? «In assenza di una intesa positiva per la salvaguardia dei servizi e la continuità dei rapporti di lavoro – questo il finale della nota dei sindacati confederali – saremmo nella condizione di dare il via ad ogni iniziativa sindacale di tutela delle prerogative dei cittadini e dei lavoratori».

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