La protesta
Gara del gas, il Comune si costituisce parte civile
Prima udienza del processo contro i vertici di Estra e Consiag accusati di turbativa d’asta, abuso di ufficio e abuso di posizione dominante. Numerosi politici pratesi chiamati a testimoniare
PRATO. La politica pratese sfilerà in Tribunale per il processo contro i vertici di Estra e Consiag accusati di turbativa d'asta, abuso di ufficio e abuso di posizione dominante. Si sta parlando di quella conosciuta a Prato come "la guerra del gas" e che negli anni ha visto contrapposti i rappresentanti del centrodestra pratese, con l'allora assessore del Comune alle grandi opere Filippo Bernocchi, tenace sostenitore della liberalizzazione. Al banco degli imputati, nel processo che ieri ha celebrato la prima udienza, il direttore generale di Estra Paolo Abati, l'amministratore unico di Consiag Luciano Baggiani (difesi dall'avvocato Alberto Rocca), il legale rappresentante di Estra Reti gas Paolo Quercioli (avvocato Lucibello) e i dirigenti delle società Cesare Calistri e Alessandro Puccetti (avvocati Denaro e Cipriani). Nelle vesti dell'accusa i pm Antonio Sangermano e Lorenzo Gestri.
In aula anche l'avvocato del Comune di Prato che giusto ieri ha chiesto e ottenuto di costituirsi parte civile. Sarà invece assente Mario Tognocchi dell'associazione "Scaricare tutto tutti" che per un problema formale nella presentazione dei documenti, e dopo un duro attacco dell'avvocato Rocca non ha avuto risposta positiva alla costituzione di parte civile ("presentata in rappresentanza del territorio e dei cittadini che avrebbero potuto avere e non hanno avuto vantaggi nel pagamento di bollette ridotte"). I dirigenti di Consiag ed Estra, è al centro del dibattimento, ebbero davvero comportamenti atti a ritardare la presentazioni di documenti utili a bandire la gara (poi vinta da Toscana Energia) danneggiando quindi il Comune e i cittadini.
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A ricostruire cosa accadde sono stati chiamati numerosi testimoni, molti dei quali sentiti durante l'inchiesta. Ci saranno, tra gli altri, l'ex sindaco Roberto Cenni con l'assessore Filippo Bernocchi, l'attuale sindaco di Prato Matteo Biffoni all'epoca dei fatti consigliere comunale del gruppo di maggioranza (con gli allora colleghi Nicola Oliva e Enrico Giardi), tutti i sindaci dei Comuni soci di Consiag, gli avvocati che seguirono la vicenda e, su richiesta del pubblico ministero, i funzionari dell'Autorità della concorrenza e del mercato Roberto Chieppa e Giovanni Petruzzella, che con una loro relazione misero nero su bianco le presunte manovre per ritardare la gara. Da qui partì l'inchiesta penale che ieri è arrivata in aula.
Un processo che racconterà molto di Prato o, con le parole dell'avvocato Rocca, "è un processo in cui si capisce bene qual è l'epoca in cui si tiene". Intorno alla gara del gas, che ha anticipato a Prato di qualche mese quello che poi sarebbe diventato legge per tutto il Paese, si sono confrontati gli interessi e la lotta per la spartizione del potere in questa città con una battaglia politica che si è allargata fuori dalle sedi istituzionali.
Adesso sarà da dimostrare se ci sono o meno anche aspetti di rilevanza penale. Per l'accusa, i dirigenti delle partecipate, "rifiutavano la trasmissione delle informazioni richieste dal Comune di Prato" "facevano sì che la trasformazione delle informazioni richieste fosse strumentalmente insufficiente e ritardata nel tempo" "intraprendevano azioni giudiziarie strumentali e pretestuose esclusivamente finalizzate al raggiungimento del predetto obiettivo" "determinavano e coordinavano le azioni di opposizione che avrebbero dovuto intraprendere i Comuni limitrofi e singoli consiglieri comunali".
Il processo è stato aggiornato al 15 gennaio, si comincia con la testimonianza degli estensori della relazione dell’Autorità della concorrenza e del mercato.
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