Il Tirreno

Prato

Acqua a singhiozzo ma Publiacqua spiega «Aiutiamo Pistoia»

di Ilenia Reali
Acqua a singhiozzo ma Publiacqua spiega «Aiutiamo Pistoia»

Scatta la protesta dei residenti del centro e della zona Nord Ecco cos’è accaduto e perché i rubinetti sono rimasti a secco

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PRATO. Sono settimane che l'acqua arriva a singhiozzo in alcune case di Prato. E troppo spesso il rubinetto, tornando dal mare e con una voglia matta di fare una doccia, è rimasto a secco. Acqua con pochissima pressione in particolare la notte. Ed è dalle pagine di Facebook che è partita la protesta con post che lamentavano un forte disagio di chi abita ai piani più alti e non ha l’autoclave. A raccogliere le lamentele dei cittadini stanchi di pagare le bollette e non avere un servizio perfettamente efficiente è stato Diego Blasi che per domani, alle 21, nello spazio Aut di via Filippino Lippi ha organizzato un'assemblea di cittadini per affrontare l’argomento. «Un incontro informale aperto a tutti - spiega - dove si cercherà di fare il punto della situazione per capire come stanno le cose. Ho ricevuto segnalazioni per disagi nell'erogazione dell'acqua dal centro storico (via Verdi, Serraglio, via Magnolfi, via Lippi) ma anche dalle periferie (da Cafaggio passando per Prato Nord e la Chiesanuova).

«Siamo arrabbiati - spiega Blasi - e vogliamo capire se è possibile fare qualcosa visto che abbiamo pagato bollette carissime ricevendo in cambio un disservizio. E con i soldi che paghiamo non possiamo certo accettarlo in silenzio».

E mentre i residenti si organizzano Publiacqua anticipa cosa è successo in modo particolare nel mese di settembre. E' vero, entra nel merito in sintesi la società, l'acqua ha avuto una pressione minore rispetto al solito in alcune fasce orarie ma perché al rientro dalle vacanze dei pratesi le risorse erano poche ed è stato necessario contemporaneamente aiutare Pistoia. A Prato sono mancati 100 litri al secondo e quindi c'era da cercare di riequilibrare la situazione cercando di limitare i disagi.

«Prato va guardata come una città inserita in un sistema idrico integrato - spiega Massimo Nebbiai, responsabile Reti di Publiacqua - con risorse che arrivano da Prato, Pistoia e Firenze e che su queste zone vengono redistribuite. In estate diamo acqua a Montemurlo (che vive di risorse superficiali e quindi in inverno ce ne restituisce), a Poggio e Carmignano e poi tramite Prato Ovest abibamo fornito acqua anche a Pistoia che ha solo fonti superficiali. Prato è rimasta quindi, nel mese di settembre (e anche qualche settimana prima) con risorse disponibili per circa 900 litri al secondo a fronte di un fabbisogno di circa 1000-1.100 litri, quindi avevamo uno sbilancio di 100 litri da gestire».

«A settembre - continua - abbiamo gestito le esigenze complessive istituendo delle fasce di erogazione. Abbiamo abbassato la pressione nelle fasce orarie di minor consumo per averne a per poterne restituire a sufficienza all' ora di pranzo, per cena e la mattina. La gestione delle fasce si è resa necessaria si è resa necessarie perché è stato un anno particolare per quanto riguarda i consumi idrici. L’estate è stata calda e siccitosa e per la prima volta dal 2012 c'era da aiutare Pistoia che è solitamente autosufficiente. Va detto anche che Prato, grazie all'autostrada dell'acqua, riceve aiuto in caso di necessità da Firenze. E dal momento che Prato è come un piano inclinato in alcune zone della parte Nord e del centro storico i disagi si sono sentiti di più. Già da lunedì scorso però la situazione si sta normalizzando».

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