Il Tirreno

Prato

L’INTERVENTO

Lotta allo spaccio e valorizzazione sono le vere priorità

Questi giorni sono caratterizzati da un gran parlare di varchi elettronici, della loro accensione e delle ricadute sul commercio. Come associazione che rappresenta un insieme di commercianti e...

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Questi giorni sono caratterizzati da un gran parlare di varchi elettronici, della loro accensione e delle ricadute sul commercio. Come associazione che rappresenta un insieme di commercianti e residenti non possiamo che prendere atto della difficilissima situazione che a partire dalla primavera ha ulteriormente investito il centro storico. Continuare a dibattere su iniziative di “chiusura” (di qualunque tipo, in questo caso i varchi) distrae dal vero problema da risolvere.

Decoro urbano, sicurezza per chi lavora e frequenta il centro, parcheggi vantaggiosi, iniziative in quelle strade che pur essendo in centro, sono diventate le “periferie” del centro storico. La situazione si è fatta ancora più drammatica negli ultimi anni, a partire dal fenomeno dello spaccio che ha investito un'intera area del centro e che invece di arrestarsi si sta espandendo a macchia d'olio. Se non si adotta in tempi brevi una stratgia per invertire la tendenza di abbandono del centro, difficilmente i gruppi italiani e stranieri che oggi caratterizzano in ogni città le zone commerciali saranno interessati a investire su Prato.

Che tipo di attrattiva può avere un centro storico dove decine di saracinesche sono abbassate, dove non è difficile imbattersi in scene degradanti? Perché un investitore dovrebbe venire a Prato e non per esempio a Quarrata o a Scandicci, che è una delle nuove realtà in espansione da un punto di vista commerciale-ricreativo ? Promozione turistica e marketing territoriale che fine hanno fatto?

La situazione richiede un cambio di rotta in tempi veloci. Tutte le realtà che in qualche modo sono coinvolte devono mettersi intorno a un tavolo e pensare a un piano d'emergenza. Purtroppo situazioni come questa hanno tempi molto diversi da quelli della politica e della burocrazia e dover aspettare mesi per poter partorire un progetto si traduce in altri dieci esercizi commerciali chiusi.

In questa città per la prima volta stiamo assistendo anche a un nuovo modo di vivere il centro, col proliferare di locali d’intrattenimento. È doveroso dare una risposta a questi nuovi imprenditori come a tutti gli altri commercianti. Così come è un diritto dei residenti del centro storico poter vivere in un ambiente dignitoso e civile.

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