Il Tirreno

Prato

Vigilante aggredito: "Avevamo chiesto un posto fisso di polizia"

di Ilenia Reali
La sala d'aspetto del pronto soccorso
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La sala d'aspetto del pronto soccorso

Parlano un sindacalista e il responsabile della struttura dopo il ferimento di una guardia della Securitas al pronto soccorso dell'ospedale. Il Centro per i diritti del malato: "Mancano le risorse economiche"

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PRATO. L'aggressione a un vigilante intervenuto per calmare un paziente al pronto soccorso dell'ospedale Santo Stefano, all'alba di domenica 11, ripropone il problema della sicurezza e si torna a parlare della necessità di un posto fisso di polizia all'ospedale.

«E' un problema noto e non legato al nuovo ospedale - spiega Lorenzo Pancini, infermiere e segretario della Cgil con la delega a sicurezza e salute - e comunque non raro per i pronto soccorso. Questo però non deve significare che chi lavora in prima linea debba prendere le botte in faccia. Noi avevamo chiesto un posto fisso di polizia e un percorso formativo per il personale e un controllo degli ingressi. Quest'ultima cosa è stata fatta inserendo badge e ingressi controllati. E' però vero che queste persone arrivano spesso come pazienti. Credo che ci siano eventi indipendenti da tutto e questi non possono essere evitati ma ci sono altri eventi legati a variabili su cui si può fare qualcosa. Credo di questi si debba parlare e trovare ulteriori soluzioni. Magari studiando cosa accade in altre grandi città: noi abbiamo 300 accessi al giorno, si parla quindi di un grande pronto soccorso. Dobbiamo ridurre le aggressioni a un numero fisiologico applicando nuovi accorgimenti».

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Accorgimenti difficili da individuare nonostante dell'argomento se ne parli da tempo. «Molto spesso - spiega il responsabile del pronto soccorso, Simone Magazzini - abbiamo parlato dell'esigenza di aumentare il sistema di sorveglianza magari con un posto fisso di polizia. Quello che è accaduto però dimostra che proprio una guardia è stata picchiata. Abbiamo cambiato gli accessi ma non credo ci possano essere soluzioni definitive. Anche quando lavoravo a Careggi la situazione era analoga. Siamo tutti preoccupati e la sensazione è quella che ci sia una situazione peggiore generalizzata alla città e di cui risente anche il pronto soccorso. Abbiamo più volte affrontato questo argomento e ne riparleremo ma si tratta di una di quelle cose la cui soluzione è difficile, anche da individuare».

Prendendo atto di quanto riportato oggi dagli Organi di Informazioe riguardo i fatti avvenuti  ieri mattina (  domenica 11 ottobre )  al pronto soccorso del nostro ospedale,  prima di ogni altra cosa desidero esprimere solidarietà e vicinanza nei confronti del Lavoratore addetto alla sicurezza che ha riportato lesioni personali nell'adempimento del Suo incarico.

Sul tema della sicurezza al pronto soccorso interviene anche Fabio Baldi, del Centro per i diritti del malato. "Le cronache cittadine nei giorni corsi - scrive Baldi - hanno già riportato altri casi analoghi in cui persone che erano in cura al pronto soccorso improvvisamente hanno creato scompiglio e pericoli per gli altri utenti e per gli operatori presenti. Da alcuni anni, sia i sindacati del comparto sanità sia la nostra associazione, abbiamo più volte richiesto di  rafforzare  il servizio del posto di polizia del pronto soccorso con un orario H 24 al fine di migliorare anche la percezione di sicurezza. Purtroppo finora non è mai stato possibile realizzarlo per mancanza di risorse economiche e di conseguenza di personale. Colgo questa occasione per ricordare il recente rapporto della Guardia di Finanza (diramato a mezzo stampa) riguardo i danni erariali provocati nella sanità, nel primo semestre 2015. Il rapporto informa di come  ottocento milioni di euro in sei mesi, siano diventati il "bottino" per  difetto che corruzzione e sprechi hanno sottratto al Servizio Sanitario Nazionale".
 

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