Il Tirreno

Prato

Parte la campagna per l’housing sociale

Parte la campagna per l’housing sociale

Barberis: «Non solo investimenti pubblici ma con la collaborazione tra fondi di investimento»

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PRATO. Fame di case in affitto, a basso prezzo, da destinare «a quella fascia di cittadini che noi inseriamo nella “zona grigia”: famiglie che hanno redditi troppo alti per accedere alle case popolari ma troppi bassi per reggere i costi del mercato». Ecco perché, secondo l’assessore all’Urbanistica Valerio Barberis, è urgente affrontare la questione abitativa «coinvolgendo - afferma - in primo luogo la città, i suoi possibili investitori, affinchè diventi chiaro che dare una risposta è urgente ma che questa deve avere varie forme. Non per forza, cioè, attraverso soi investimenti pubblici». Tema delicato, quello dell’housing sociale, al quale il Comune ha dedicato un convegno che si è svolto ieri pomeriggio nel salone consiliare, destinato, in particolare, alla platea dei professionisti del settore e con relatori, tra gli altri, esperti di fondi di investimenti: «Perché lo snodo è proprio questo - prosegue Barbersi - tentare di coinvolgere in maniera massiccia quegli investitori istituzionali, quali fondazioni, in primis, assicurazioni, nella raccolta del denaro necessario per grandi realizzazioni di housing sociale». A Prato l’esempio c’è ed è tra i pochi territori che se ne può fare vanto: quaranta appartamenti in via di Gello in parte in vendita, in parte in affitto calmierato. «La strada per realizzare case con affitti bloccati, dai 250 ai 500 euro a seconda delle dimensioni - spiega Barberis - è quella della collaborazione tra i fondi di investimenti immobiliari del territorio (Fht quello toscano ndr) che raccolgo i capitali messi a disposizione dagli investitori istituzionali e il grande forziere creato dal ministero con 7 miliardi di euro, passati poi alla Cassa depositi e prestiti che ha creato il fondo Social Housing Cdp Investimenti Sgr». Con questa formula il fondo di investimento del territorio ha l’onere di reperire tra il 20 e il 30% del capitale necessario alla realizzazione delle abitazioni, il resto lo mette il fondo di Cassa depositi e prestiti. «Significa - aggiunge l’assessore - che per ogni euro trovato dal territorio, lo stato ne mette altri quattro. Si tratta - conclude Barberis - di di una leva finanziaria straordinaria. Ma è necessario che gli investitori locali facciano la loro parte».(c.o.)

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