Il Tirreno

Prato

Elicottero precipitato «Processate il pilota»

Elicottero precipitato «Processate il pilota»

Per la Procura la caduta del velivolo allo Sporting Club non fu un incidente ma una sorta di “inchino” venuto male. La perizia esclude un guasto al motore

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PRATO. Non è stato un guasto, ma un "inchino" di schettiniana memoria a far cadere l'elicottero dell'imprenditore Alessandro Bettini, l'8 giugno 2014, all'interno dello Sporting Club di via Firenze a Prato. Ne sono convinti i sostituti procuratori Lorenzo Gestri ed Egidio Celano che alla fine di settembre hanno chiesto il rinvio a giudizio del pilota con l'accusa di disastro aereo colposo. La richiesta è arrivata all'esito di una perizia tecnica nella quale si sostiene che non ci fu alcun guasto al motore dell'elicottero. E dunque, anche sulla base delle testimonianze di chi vide cadere il velivolo, la Procura chiederà che Bettini, imprenditore edile originario di Livorno, venga processato per un reato colposo.

Il diretto interessato, dopo essersi ripreso dallo schianto (solo ferite superficiali per lui), disse di non aver potuto fare altrimenti, che si era accesa la spia rossa del motore e che era stato costretto a tentare l'atterraggio nel piccolo campo sportivo del Tennis Club, di cui, strana coincidenza, era anche socio.

L'elicottero era partito da Calenzano e, secondo il piano di volo, era diretto in Versilia, ma la perizia disposta dalla Procura sostiene altre due cose che non faranno piacere al difensore dell'imputato, l'avvocato Luca Brachi, e cioè, primo, che lo Sporting non era sulla rotta prevista e, secondo, che era stato disattivato il Gps, il sistema che consente di individuare la posizione dell'elicottero. Tutte circostanze che hanno convinto la Procura di Prato a chiedere il rinvio a giudizio per disastro aereo colposo.

Nessuno ipotizza che Bettini abbia volontariamente staccato il Gps per non rendere tracciabile la rotta dell’elicottero, ma fin dal primo momento era apparso strano che il presunto guasto fosse accaduto proprio sulla verticale del circolo di tennis frequentato dallo stesso Bettini, che poi tentò l’atterraggio nel campo di calcio a sette finendo per schiantarsi.

Quel giorno si rischiò davvero una tragedia, perché una delle pale del rotore si staccò nell’impatto col terrento e finì ad alcune decine di metri, tra due auto in sosta, a un soffio da una madre che stava spingendo un passeggino.

Nel procedimento risulta come parte lesa lo Sporting Club, che ha nominato l'avvocato Nicola Badiani e ha partecipato a tutte le fasi delle indagini preliminari.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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