Il Tirreno

Prato

"Fu un "inchino", non un incidente": chiesto il processo per l'elicottero caduto

di Paolo Nencioni
L'imprenditore Alessandro Bettini subito dopo lo schianto (foto Batavia)
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L'imprenditore Alessandro Bettini subito dopo lo schianto (foto Batavia)

Il velivolo precipitò dentro lo Sporting Club di via Firenze a Prato e il pilota disse di aver avuto un guasto al motore, ma la perizia tecnica è arrivata a conclusioni diverse

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PRATO. Non è stato un guasto, ma un "inchino" di schettiniana memoria a far cadere l'elicottero dell'imprenditore Alessandro Bettini, l'8 giugno 2014, all'interno dello Sporting Club di via Firenze a Prato. Ne sono convinti i sostituti procuratori Lorenzo Gestri ed Egidio Celano che alla fine di settembre hanno chiesto il rinvio a giudizio del pilota con l'accusa di disastro aereo colposo. La richiesta è arrivata all'esito di una perizia tecnica nella quale si sostiene che non ci fu alcun guasto al motore dell'elicottero. E dunque, anche sulla base delle testimonianze di chi vide cadere il velivolo, la Procura chiederà che Bettini, imprenditore edile originario di Livorno, venga processato per un reato colposo.

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Il diretto interessato, dopo essersi ripreso dallo schianto (solo ferite superficiali per lui), disse di non aver potuto fare altrimenti, che si era accesa la spia rossa del motore e che era stato costretto a tentare l'atterraggio nel piccolo campo sportivo del Tennis Club, di cui, strana coincidenza, era anche socio.

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L'elicottero era partito da Calenzano e, secondo il piano di volo, era diretto in Versilia, ma la perizia disposta dalla Procura sostiene altre due cose che non faranno piacere al difensore dell'imputato, l'avvocato Luca Brachi, e cioè, primo, che lo Sporting non era sulla rotta prevista e, secondo, che era stato disattivato il Gps, il sistema che consente di individuare la posizione dell'elicottero. Tutte circostanze che hanno convinto la Procura di Prato a chiedere il rinvio a giudizio per disastro aereo colposo. Nel procedimento risulta come parte lesa lo Sporting Club, che ha nominato l'avvocato Nicola Badiani e ha partecipato a tutte le fasi delle indagini preliminari.

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