Il Tirreno

Prato

Donna legata al letto e violentata: dura condanna

di Ilenia Reali
Il sostituto procuratore Antonio Sangermano
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Il sostituto procuratore Antonio Sangermano

L'ex fidanzato la attirò in casa chiedendole di portargli le sigarette. Nel 2009 era stato arrestato per uno stupro fotocopia. Dovrà scontare 7 anni e 10 mesi

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PRATO. Aveva attirato la ex fidanzata in casa con una scusa. "Mi porti le sigarette?" le aveva chiesto l'uomo, agli arresti domiciliari per spaccio, giocando sul fatto che lei non se la sarebbe sentita di dirgli di no. Si erano lasciati da un anno ma i rapporti erano rimasti tutto sommato buoni. Era una trappola. E la donna, come aveva previsto l'uomo, ci era caduta. Una volta entrata nell'abitazione era stata picchiata selvaggiamente e violentata più volte. Non era la prima volta per lui. Nel 2009 era stato arrestato per uno stupro fotocopia. La vittima ancora una conoscente, il reato ancora consumato a Prato.

Sulla sua strada ha trovato però una donna coraggiosa. Non ha avuto paura e, nonostante le pressioni della famiglia di origine a lasciar perdere, lo ha denunciato. Questa volta la pagherà però molto più cara rispetto a 6 anni fa. In aula, il pm Egidio Celano ha chiesto una condanna a 10 anni di reclusione, in esito all'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Antonio Sangermano. La giudice, con rito abbreviato, lo ha condannato a 7 anni e 10 mesi.

La donna, 33 anni, anche lei di origine marocchina, era stata colta di sorpresa. Non si poteva immaginare cosa le stesse per accadere. Si era fermata a pensare che infondo lui, 41 anni, non poteva uscire e sarebbe stato facile per lei esaudire il desiderio di una sigaretta. Era il dicembre dell’anno scorso e non appena entrata nella casa, nella zona di via Pistoiese, fu immediatamente tramortita con pugni violentissimi. Buttata sul letto l'uomo le aveva strappato i vestiti e l'aveva legata alla spalliera abusando di lei, una, due, tre volte. Sulla bocca le aveva messo del nastro adesivo per impedirle di gridare. In mano un coltello utilizzato per sfiorarle le parti intime e farle capire che non avrebbe esitato a fare di peggio. E il tutto tenendola segregata in casa per oltre due ore in una spirale di abusi continua.

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