La protesta
In centinaia all'ultimo saluto a Maria Chiara
Alla chiesa del SS. Rosario i funerali della donna stroncata da una meningite fulminante
POGGIO A CAIANO. I poggesi hanno vinto la paura meningite. E in centinaia si sono ritrovati nella piazza della Chiesa del loro paese per salutare per l'ultima volta Chiara Maria Pittalis, la donna stroncata da una meningite fulminante. Le compagne di scuola della figlia minore, che frequenta la scuola elementare, erano ad attendere l'arrivo della bara all'ingresso della chiesa che non è riuscita a contenere tutti. Indosso avevano il grembiulino turchese. E quando la bambina è arrivata al loro fianco si è sciolta in un lungo pianto abbracciata alla maestra. Il dolore, in quel visino minuto, è stato sintesi di tutto.
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E anche quell'abbraccio senza remore, carico di amore, è stato il segnale di un paese che senza indugi si è stretto intorno alla famiglia.
In chiesa, una chiesa che non è riuscita ad accogliere tutti i fedeli all'interno della navata, sono state le voci del coro ad attendere Chiara.«Predisponiamoci a salutare questa nostra sorella che ci ha lasciato», ha esortato don Fiorenzo Battistini, parroco di Poggio a Caiano. «Concedi alla nostra sorella Chiara - ha aggiunto - di entrare in paradiso».
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La bara era coperta di rose bianche. E anche la Vergine, arrivata fin accanto all’altare per la Madonna del Rosario, circondata da un manto di fiori candidi, sembrava guardare con occhi amorevoli la famiglia della donna.
Nella chiesa ,stretti l'uno accanto all'altro, non c'era spazio per altro se non per il dolore, per lo sconforto dovuto a una morte difficile da comprendere. Chiara Pittalis domenica 27 era tra i fedeli di questa chiesa. Era lì per pregare con i propri figli. «Ventiquattro ore sono poche per riuscire ad accettare la malattia che ti ha tolto al nostro affetto», ha letto una parente dall'altare poco dopo l'omelia di don Fiorenzo che alle parole dedicate al ricordo di Chiara ha preferito un appello a Dio, un appello a trovare risposte a una morte così inaccettabile in un percorso di fede.«Dobbiamo cercare conforto nella luce della parola di Dio. Vedere che al di là di quello che è accaduto, di quello che si è compiuto c'è un bagliore. Dio non è assente. Per Chiara è cominciato un nuovo modo per essere presente», ha ripetuto più volte dopo la lettura del Vangelo.
Il ricordo della giovane madre è arrivato durante la preghiera dei fedeli.«Il nostro cuore è scosso, ammutolito. Chiara vive e continuerà a vivere per la sua generosità, nel suo essere presente dove ci sarà bisogno». «Cara Chiara nessuna parola può sconfiggere tanto dolore. Ricorderemo sempre la tua capacità di calmare, di ascoltare. Ricorderemo la tua dolcezza. Il tuo sorriso». Poi un lungo applauso, scosso dai singhiozzi, ha salutato Chiara. Un primo applauso e poi ancora un secondo. «Chiara, continua a tenerci per mano» ha letto una giovane donna tra le lacrime.
E fuori mentre i figli, con le facce già troppe simili a quelle di due piccoli adulti, salutavano per l’ultima volta quella loro madre «così attenta ad aiutare con il proprio entusiasmo gli altri» è tornato ad affacciarsi il fantasma della malattia che ha portato via la donna in pochissime ore. «Saremo al sicuro? I vaccini e la profilassi escludono la possibilità di contagio?». Domande a cui presenti al funerale si rispondevano l’un l’altro facendosi forza. «Non è strano che siamo tutti qui. Questo è un paese dove è dovere stringersi l’uno con l’altro nei momenti della felicità e anche del dolore. Questa famiglia non può essere lasciata sola in un momento come questo».
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