Il Tirreno

Prato

Scienza e arte, ecco i "neuroni delle muse"

Alessandra Agrati
Un dipinto di Paolo Uccello
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Un dipinto di Paolo Uccello

Medici, studiosi e artisti spiegano perchè siamo attratti da pittura e musica e cosa accade nel nostro cervello. L'appuntamento è al Teatro Metastasio a Prato il 17 ottobre

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PRATO. L'artista quando compone, ma anche lo spettatore quando vede o ascolta un' opera d'arte, utilizza una parte specifica del cervello che è stata monitorata attraverso la tecnica del neuroimaging. Per la prima volta questi risultati escono dall' ambito medico e vengono presentati al pubblico profano, l'occasione è il convegno “I neuroni delle muse”, organizzato dall' Ordine dei medici in collaborazione con Asl 4 e Comune di Prato, che si terrà al Teatro Metastasio sabato 17 ottobre dalle 8,45 alle 18.

“Con questa tecnica – ha spiegato Enrico Grassi coordinatore nazionale del gruppo di studio di neuroestetica - riusciamo a capire quali sono i nessi fra cervello e arte. Gli studi fatti hanno, ad esempio, dimostrato che in tutti i dipinti di Paolo Uccello, dove le spade e la lance sono sguinate, questi oggetti verticali non si potrebbero apprezzare fino in fondo, se il cervello non azionasse i neuroni selettivi per le proiezioni ortogonali”.

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Al convegno, oltre ad esperti neurologi, parteciperanno anche Alberto Batisti docente di storia ed estetica della musica al conservatorio Giuseppe Verdi di Como, Marco Bazzini presidente Isia design Firenze, i musicisti Francesco Canavese, Mirio Cosottini, l'attrice Monica Demuru e il pittore Alberto Di Fabio.

“L'idea da cui siamo partiti – ha spiegato Pasquale Palumbo direttore di neurologia al Santo Stefano di Prato – è quella di organizzare un convegno dove possano confrontarsi esperti di vari settori: dalla musica, alla filosofia, all' arte, attraverso un linguaggio comprensibile che esca dalle sale accademiche. Ovviamente non vogliamo ingabbiare la creatività artistica, ma dare un' interpretazione medica di quello che avviene nel momento in cui si crea e si guarda un'opera d'arte”.

Secondo i sostenitori della neuroestetica dal punto di vista musicale ogni uomo ha innato il senso del ritmo, ma soprattutto ciascuno ha la capacità di riconoscere una melodia, indipendentemente da chi la canta. Il cervello inoltre colora i ricordi a seconda dello stato emotivo che li accompagna, lo stesso fa ad esempio il pittore che racconta un’esperienza a tinte fosche o tenui, e riesce a trasmetterci quelle emozioni perchè abbiamo dei neuroni recettivi all' aspetto artistico. L'arte quindi, può essere considerata un' estensione del cervello.

“La giornata del 17 ottobre – ha concluso Francesco Sarubbi presidente dell' Ordine dei Medici di Prato – oltre ad essere gratuita e aperta a tutti, ha anche un respiro nazionale, non è la prima volta che a Prato si danno appuntamento esperti di medicina per affrontare temi specifici”. A conclusione della giornata è prevista una perfomance musicale.

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