Sicurezza
Dal teatro all’uso dell’Ipad è in arrivo il Nonno sitting
E’ un servizio a ore per anziani autosufficienti ma che non possono stare soli
PRATO. “Il vecchietto dove lo metto?”, cantava Domenico Modugno. Niente assistente familiare, quella più popolarmente detta “badante”, niente Rsa associata nell’immaginario comune alle case di riposo. Se l’anziano è persona ancora autosufficiente, una soluzione “a metà” è quella che propone la psicologa Luciana Bigagli, presidente dell’associazione “Il Sicomoro” che lancia in città il primo “Nonno sitting” riportando a nuova vita gli spazi dell’ex circoscrizione sud di Iolo.
Guai però a pensare a un “parcheggio” per anziani, sottolineano gli organizzatori, tutt’altro. Il servizio che prenderà il via dai primi di ottobre, è pensato sì per alleggerire i carichi delle famiglie facendo tirare un sospiro di sollievo specialmente alle donne che accudiscono parenti anziani. Dal canto loro però gli anziani ci guadagnano uscendo dall’isolamento delle quattro mura domestiche e trovando un’opportunità di socializzazione. «Il lavoro di cura – è la premessa di Luciana Bigagli che ha vissuto sulla sua pelle l’esperienza di persone anziane da accudire - è da sempre relegato alla donna, prima con la cura dei figli prima e poi quella dei genitori. Non a caso la donna spesso deve rinunciare al lavoro e alla sua sfera personale. In città si registrano tante iniziative sul piano delle pari opportunità per conciliare i tempi di vita e lavoro delle donne, pochi però i servizi concreti e flessibili».
E “Nonno sitting” è uno di questi. Flessibile perchè si può decidere di lasciare l’anziano in compagnia di suoi coetanei una o più mattine alla settimana (“Nonno sitting” funziona dal lunedì al sabato dalle 8 alle 13), rivolgendosi all’associazione (3498100098; asicomoro@gmail.com) anche il giorno prima dell'effettivo bisogno: la famiglia può cavarsela con una spesa di 3 euro l’ora, compreso il servizio di trasporto a domicilio grazie alla collaborazione con la Misericordia di Prato. «Realizzato grazie anche a un piccolo contributo del Comune, il progetto – spiega Luciana Bigagli - si rivolge a quella fascia di persone anziane nella fase che precede la diminuzione di autonomia, quando iniziano i segnali del “decadimento cognitivo”. Persone che vivono da sole o con familiari che lavorano e non possono permettersi l’assunzione di una “badante”». “Nonno sitting” non ha niente a che vedere con i centri sociali dove gli anziani si muovono in completa autonomia: negli spazi di Iolo uno staff qualificato composto da una psicologa, un assistente di base (Adb) e un operatore socio-sanitario (Oss) si prende cura di persone ancora autosufficienti ma non in grado di “essere lasciate da sole”.
Un progetto condiviso con altre associazioni di volontariato tra cui Misericordia, Aima (associazione italiana malati di Alzheimer), Centro di solidarietà Prato onlus, “L’isola che c’è” onlus, “Luna e l’altra: Donne insieme” onlus e il centro sociale di Borgonuovo. “Nonno sitting” apre le braccia a piccoli gruppi di anziani (a partire da dieci) coinvolti in attività divertenti come “Storytelling” per stimolare il loro vissuto di ricordi, lezioni di teatro e cucina, lavorazioni artigianali per recuperare vecchi mestieri e competenze (come l’intreccio di cappelli di paglia o l’impagliatura di sedie), strizzando l’occhio anche alle nuove tecnologie. Nonni 3.0 nell’era dei social network: agli ospiti del centro di via Guazzalotri verrà insegnato persino l’uso del tablet.
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