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Prato

A Prato negli ultimi tre anni ci sono il 148% in più di anziani

I pratesi con oltre 60 anni? Sono tanti, l’anagrafe ne contava 30.224 al 30 giugno di quest’anno, più 106 rispetto allo stesso periodo del 2014. Cresce la popolazione anziana a Prato, soprattutto...

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I pratesi con oltre 60 anni? Sono tanti, l’anagrafe ne contava 30.224 al 30 giugno di quest’anno, più 106 rispetto allo stesso periodo del 2014. Cresce la popolazione anziana a Prato, soprattutto quella degli over 85: basti pensare che al 30 giugno 2015 si registravano 61 ultracentenari, 54 al 30 giugno 2014.

E ancora, il capoluogo laniero presenta un indice di vecchiaia del 148,8%, oltre tre punti percentuali rispetto al 2007 (145,5%), comunque più contenuto rispetto a Pistoia (l'indice di vecchiaia dei cugini pistoiesi è pari al 208,4%) per effetto dell’elevato tasso di natalità che caratterizza la realtà pratese trainato come sempre dalle nascite di bambini stranieri (in primis cinesi).

Sono numeri che comunque impongono una riflessione sull’effettiva tenuta dei servizi del territorio a sostegno della terza età: 17 sono le strutture private accreditate e convenzionate con l’Asl 4 per l'inserimento di anziani non autosufficienti oltre a due Rsa pubbliche a gestione mista (“Rosa Giorgi” e quella tristemente nota di Narnali).

In questo momento a Prato le “case di riposo” sono quasi al completo con circa 830 anziani inseriti di cui 590 coperti dal sostegno delle quote sanitarie (la retta in Rsa è composta da una quota sanitaria a carico dell’Asl 4 e una quota sociale a carico della famiglie in base al suo reddito Isee). Ma il sistema delle Rsa non è sufficiente: risorse permettendo, si potrebbe fare molto di più. Mancano infatti le risposte per tutti quei paziente malati di Alzhaimer (ci sono le liste d’attesa più lunghe che per altri servizi) e per prendere l’appuntamento per una prima visita geriatrica servono fino a nove mesi.

Che il sistema delle Case di riposo non è sufficiente

ne è convinta anche Egizia Badiani, coordinatrice dei servizi sociali dell’Asl di Prato.

«Oggi le molteplici fragilità dell’anziano - fa notare - richiedono soluzioni diverse secondo i bisogni delle famiglie che invocano una sempre maggiore flessibilità».

Ad avere grosse potenzialità sono i centri diurni, nove quelli con posti in convenzione a Prato: si registrano al momento 70 inserimenti con una formula che prevede generalmente l’uscita dell’anziano nella finestra dalle 16 alle 18. Un orario più elastico, richiesto dalle famiglie, potrebbe comprendere il prolungamento della permanenza fino all’ora di cena.

Altro modello da sviluppare sarebbe quello degli appartamenti solidali, detti anche assistiti, per l'accoglienza di anziani parzialmente autosufficienti monitorati a distanza dai servizi sociali: due gli esempi attuali, uno a Vaiano e uno collegato alla Rsa "Casa di Marta". (Ma. La)

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