Il dolore
«Fieri della comunità pachistana di Prato»
PRATO. Gli uomini da una parte, le donne velate dall’altra. Così la comunità pachistana ha accolto ieri l’ambasciatore del Pakistan Tehmina Janjua nell’auditorium Castellani dell’istituto Gramsci-Keyn...
PRATO. Gli uomini da una parte, le donne velate dall’altra. Così la comunità pachistana ha accolto ieri l’ambasciatore del Pakistan Tehmina Janjua nell’auditorium Castellani dell’istituto Gramsci-Keynes in via di Reggiana. L’ambasciatore, in procinto di lasciare l’Italia, è arrivata a Prato insieme dal suo vice, Ishtiak Akil, e ha incontrato il prefetto Maria Laura Simonetti.
Il prefetto Simonetti, spiega una nota della Prefettura, si è intrattenuta con l’ambasciatore in un cordiale colloquio che ha toccato i vari profili di interesse relativi alla presenza della comunità pachistana in provincia, all’economia e al mondo del lavoro nel distretto.
La visita è stata una piacevole occasione per la disamina delle varie forme di collaborazioni istituzionali tra la Prefettura, la Questura e l’Ambasciata pachistana, finalizzate a incrementare non solo l’integrazione della comunità pachistana nel contesto sociale pratese, ma volta altresì a favorire la cooperazione economica nel contesto provinciale. Successivamente l'ambasciatrice pachistana è stata ricevuta nel palazzo comunale dal vice sindaco e assessore alle Politiche per la Cittadinanza Simone Faggi e da una delegazione di cui faceva parte anche Farid Gulam, titolare dell’omonimo kebab di via Santa Trinita.
«La nostra città - ha affermato il vice sindaco Simone Faggi - ha accolto per lavoro nel corso degli anni moltissime persone provenienti da tutto il mondo e la comunità pachistana ha contribuito, grazie all'impegno e alla dedizione lavorativa, alla crescita di Prato. Il rapporto tra la nostra città e la comunità pachistana è da sempre di collaborazione e di integrazione e di questo dobbiamo essere tutti fieri».
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