Gioco
Vocabolario pratese-italiano / Frasi e varianti locali
Le parole sulla bocca di tutti i pratesi: aggiungete le vostre tra i commenti alla lettera corrispondente
LE FRASI
A babbo morto
In un futuro indefinito. “Pagare a babbo morto” (in caso di avvenimento raro e non augurabile, come la morte di un babbo che lascia l'eredità)
Acqua alle ròte e vino ai barrocciai
Quasi un inno che veniva ripetuto dai barrocciai pratesi quando pioveva "come Dio la mandava". Serviva a caricarsi dovendo subire le conseguenze "molli" di una giornata particolarmente pesante (per la pioggia)
(da Giacomo Bigagli)
A culo tòrto
Con la coda tra le gambe, indispettito: "Gliò ripetuto che un la de(v)e lascia' la macchina ni' passo! Oh, e gliè andato via a culo tòrto!
(da Giacomo Bigagli)
A i' poero dagli
Quando il destino si accanisce con chi ha già molti motivi per lamentarsi
Alle porte co' sassi
Situazione di urgenza temporale. (“Siamo alle porte co' sassi”: manca ormai poco a un evento, a una scadenza)
A Lucca ti rieddi
Sganciarsi da una proposta considerata svantaggiosa
Andare i' sangue a i' capo
Espressione che significa: “subire una paura improvvisa”. "Quand'ho visto che brandiva un coltello m'è andato i' sangue a i' capo!"
Ma anche nel senso di perdere il lume della ragione.
(da Giacomo Bigagli)
A ora beùta
Tardi, quando sono andati via quasi tutti: "A ora beùta si piglia la macchina e si fa una passata a i' piazzale Michelangelo!"
(da Giacomo Bigagli)
A tutta canna
Al massimo della velocità: "Gli è passato pe' Aiolo a tutta canna!"
(da Giacomo Bigagli)
Avere i' fò(c)o a i' culo
Avere una dannata fretta: "Aspetta un secondo! Piglia i' caffè! Ma che hai i' fò(c)o a i' culo?"
(da Giacomo Bigagli)
Avere più anni del paleo
Essere molto vecchio, antico. Il paleo è una comune graminacea che cresce ovunque
Bona Ugo
Saluto frettoloso e in negativo per staccarsi da un interlocutore antipatico. Anche per esprimere perplessità sulle affermazioni dell'interlocutore
Bosco a baccano
Situazione di grande disordine, di caos e disorganizzazione
Buttare giù argine e macchia
Distruggere tutto senza distinguere il buono dal cattivo. "E un n' era contento di quel capannotto! Gliè andato là e ha buttato giù argine e macchia”
(da Giacomo Bigagli)
Cencio dice male di straccio
Per dire che chi critica dovrebbe prima guardare se stesso
C'è che ire
Ce n'è del cammino da fare
C'entra quant'i' culo con le quarant'ore
Quando si risponde a un interlocutore usando argomenti non pertinenti
Dare di barta
Locuzione mediata da ribaltare o capovolgersi: uscire di senno, il contrario di essere nella norma
Di buzzo buono
Di buona lena, con impegno: "Finalmente s' è messo a fare i compiti di buzzo buono!"
(da Giacomo Bigagli)
Eccoci a i' conquibusse
(Cum quibus nummis – con quali denari). Eccoci al nocciolo della questione
E chi un le può le lasci ire
Accompagna a commento una valutazione economica eccessiva. “Quanto costa codesta maglia?” “Mille lire”, “Sie, e chi un le po' le lasci ire”
Essere cotto come un fegatello
Ha un doppio significato. Cotto come innamorato perso; cotto come stanchissimo, esausto.
Essere più di là che di qua
Essere in fin di vita: "Poerino, gliè più di là che di qua! Unn' arrìa a domani!
(da Giacomo Bigagli)
Fare ai cozzi con i muriccioli
Esempio di testardaggine portata all'estremo e senza frutto. (“E' inutile che tu cerchi di convincerla, è come fare ai cozzi con i muriccioli”)
Fare come i' Nardi che di presto fece tardi
Monito a far presto per chi si attarda o cincischia
Fare il chiappo
Segnala un errore, un comportamento sbagliato, un passo falso. “Che hai comprato l'azioni della banca? E tu l'hai fatto i' chiappo: gli hanno detto che le un valgan più nulla”
Figlioli? Fignoli!
Espressione usata per sottolineare che i figli creano spesso problemi (e giocata ovviamente sull'assonanza tra i due termini). Così, ad ogni marachella o difficoltà provocata dalla prole, ecco che scatta l'amareggiata constatazione: Meglio avere dei fignoli, cioè dei dolorosi foruncoli, che dei figlioli
Gli è come Cacutte, le vuol saper tutte
Chi sia Cacutte non è dato sapere. Ma la rima era sufficiente per questa frase che stigmatizza l'eccessiva curiosità di una persona
Ho da fare quante quello che morì di notte
Espressione massima dell'essere indaffarato, di non aver tempo. Si fa riferimento a un “mitico” e fantasioso personaggio talmente impegnato di giorno che dovette rinviare alla notte la sua morte.
Indo un ce n'è un ci se ne mette
Considerazione sconsolata sulla dabbenaggine di alcune persone. Inutile dare consigli, istruzioni o raccomandazioni sensate a chi non ha cervello. Dove non c'è intelligenza e buon senso, non se ne può nemmeno aggiungere
In do' va tu' le son cipolle
Frase che indica la difficoltà di dialogare con qualcuno, perché quel qualcuno non capisce.
Invitare il matto alle sassate
Stuzzicare una persona o provocarla a tenere comportamenti che già sono nelle sue caratteristiche. “Che hai dato i' motorino truccato a Piero? E allora tu inviti i' matto alle sassate. Tu lo sai che gli è spericolato e gli piace correre”
Legare la stagna a i' culo
Espressione popolare che sta a significare: "Chiudere definitivamente un rapporto di amicizia o di lavoro con qualcuno" - "Orazio un tu ce lo vedi più intorno casa mia! Gli ho legato la stagna a i' culo!"
(da Giacomo Bigagli)
La madia la unn'ha girelle
Dopo tanto girovagare si torna sempre sempre a casa (la madia, mobile dove si tiene il pane, è il simbolo della casa)
Leva e non metti ogni bel monte ascema
Principio economico basilare. Se si toglie sempre e non si aggiunge mai, se si spende sempre e non si guadagna mai, ogni capitale, per quanto consistente, è destinato a diminuire fino ad annullarsi
Nè ma' più né ma' poi
Espressione e proponimento quasi solenne per dire che mai più accadrà o si farà quella cosa
(Non) reggere il semolino
Detto di persona debole. “Lo vedi come gli è deboluccio, un regge neanche i' semolino”. Detto anche di persona che non accetta scherzi o critiche.
(Non) sentirsi per la quale
Non sentirsi bene. “Vieni alla festa? Preferisco stare in casa, non mi sento tanto per la quale”)
Più sudicio d'un baston da pollaio
Termine di paragone della massima sporcizia. Il baston da pollaio è costantemente coperto dagli escrementi di galli e galline
Per Berlingaccio casca l'asino nel motaccio
Motto legato al calendario e alla meteorologia. Berlingaccio è il giovedì grasso di Carnevale, giorno in cui ci si dava alla pazza gioia. In quel periodo dell'anno solitamente piove e si affonda nella mota.
Sant'Affogo fu ieri
Espressione usata per consolare chi tossisce
Stare ai resti
Far scegliere prima gli altri e contentarsi di quello che rimane. "Scegliete, scegliete le paste che vu volete. Per me un c'è problema! Sto a' resti!"
(da Giacomo Bigagli)
VARIANTI LOCALI
Avvelito per avvilito
Bellìco per ombelico
Chiepido o Chiepito per tiepido
Cimento per cemento
Conigliolo per coniglio
Coresto per codesto
Cuttèlla per coltello
Diacere per giacere
Diaccio per ghiaccio
Dreo per dietro
Drento per dentro
Empìre per riempire
Fistiare per fischiare (e fistio per fischio)
Fora per fuori
Galcina per calcina
Gnorante per ignorante
Grembiale per grembiule
Griccia per gruccia
Ingollare per ingoiare
Lapida per lapide
Ombrìco per lombrico
Pianere per paniere
Puce per pulce
Ragnolo per ragno (inviato da Baste)
Ramerino per rosmarino
Rispiarmo per risparmio
Saina per Saggina
Stiacciata per schiacciata
Stiaffo per schiaffo
Stianto per schianto
Torto per storto
Trecìolo per cetriolo
Utimo per ultimo
Vagamondo per vagabondo
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