Il Tirreno

Prato

La Apollo trasloca e assume 20 persone

Ilenia Reali
Marco Cavallarom patron della Apollo
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Marco Cavallarom patron della Apollo

Marco Cavallaro, patron della dittà di Prato che produce tessuti, ha acquistato l'ex stabilimento Sasch di Capalle finito nella procedura fallimentare. Tra i progetti futuri quello di proporre stoffe innovative alla Bmw

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PRATO. Una mazzetta di stoffe per un incontro importante. Sarà una delle tante porte che, negli ultimi anni, si aprirà davanti a Marco Cavallaro, presidente della Apollo spa. E' quella della Bmw a cui lo staff dell'azienda pratese (di Capalle, in realtà) lunedì presenterà a Monaco la nuova collezione di stoffe speciali per l'interno auto. Un tessuto completamente riciclabile, sostenibile e con un ridottissimo impatto ambientale.

L'obiettivo è inserire un nuovo modello della casa automobilistica tedesca nel portafoglio dei clienti. Un modello in più che servirà ad alimentare lo sviluppo di una delle aziende innovative del distretto che, già, ha però deciso cosa farà tra qualche mese. Nel quartier generale si sa che si cambierà "casa": l'azienda sarà riunita, la sede di Capalle e lo stabilimento produttivo di via del Molinuzzo, si trasferiranno nei 12.000 metri quadrati dell'ex stabilimento della Sasch acquistato recentemente dalla procedura fallimentare dopo che Apollo è stata sfrattata dall'immobile pratese.

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Dopo 12 anni di affitto la proprietà ha deciso che era arrivata l'ora di rientrare in possesso del proprio capannone alla luce del fatto che la zona è diventata assai accattivante per l'imprenditoria cinese che in quella zona ha già acquisito l'uso di altri immobili. E mentre Prato perde pezzi di realtà imprenditoriali di rilievo, la vicina zona industriale di Capalle ne acquisisce creando anche nuovi posti di lavoro. Da ora alla fine dell'anno infatti la Apollo spa ha in programma di assumere una ventina di persone: da personale altamente specializzato per gli uffici a operai della produzione, passando per tecnici del tessuto.

In via Einstein infatti dovrà entrare il filato e dovrà uscire la stoffa. Il mercato parla chiaro: a pagare sono le produzioni frutto di ricerca e innovazione continua ma anche "a chilometro zero".«Prevediamo che a crescere nei prossimi anni - spiega Marco Cavallaro - non sarà il settore dei treni che a livello regionale, in modo particolare, è piuttosto fermo ma quello dell'auto. Noi stiamo lavorando molto su questo settore e abbiamo allo studio diversi progetti. Non ultimo quello di riuscire a realizzare i tessuti tutti internamente alla nostra azienda. Non avevamo calcolato oggettivamente il trasferimento ma con lo sfratto non abbiamo avuto alternative e quindi lo sfrutteremo cercando di potenziare la nostra produzione. Saranno trasferiti tutti i macchinari e ne saranno acquistati di nuovi efficientando tutti gli impianti. Per esempio sostituiremo tutte le luci con i led. Interventi utili per una produzione in cui l'impatto è ridotto».

Centocinquanta dipendenti, quelli in forza all’Apollo, a cui si sommeranno i nuovi assunti («in una fase iniziale passeremo, per il periodo di prova dalle società interinali ma, le mail con i curriculum possono essere mandate anche direttamente a noi») e che avranno l'obbligo di lavorare per creare sempre qualcosa di accattivante e tecnicamente perfetto. «Contiamo di inaugurare la nuova sede - conclude Marco Cavallaro - entro 7-8 mesi. Abbiamo già fatto alcune assunzioni e andremo avanti fin oltre il trasferimento. Sarà lì infatti che riusciremo a capire se siamo a posto o se serviranno altre figure».

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