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Prato

I due anni del Santo Stefano: associazioni, scuole e volontari in festa

I due anni del Santo Stefano: associazioni, scuole e volontari in festa

Un convegno e stand con gli elaborati della scuole, prodotti di filiera corta, i donatori di sangue e, dopo il tradizionale taglio della torta, la simulazione di un lavoro di squadra come quello della gestione di un’emergenza

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PRATO. «Un momento di festa ma in particolare un’occasione per rinnovare il senso della comunità e del dialogo». E’ una frase tratta dalla lettera aperta alla comunità di Prato che da oggi, sabato 26, è affissa insieme ad altre due targhe all’ingresso del Nuovo Ospedale Santo Stefano insieme all’articolo 32 della Costituzione che sancisce il diritto alla salute per ogni cittadino. E di luogo della comunità ha parlato anche il sindaco Matteo Biffoni, presente alla festa per i due anni della struttura, insieme al prefetto Maria Laura Simonetti. A fare gli onori di casa, naturalmente, il vice commissario Simona Carli.

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Presente anche l'assessore ai Servizi Sociali Luigi Biancalani. “L’ospedale avrà delle criticità ma c’è. Mancano invece strutture per le cure intermedie, per evitare ricoveri, su questo la Regione non ha investito”. Ma l’urgenza a Prato, secondo Biancalani è un’altra: “ho più di 550 persone in emergenza alloggiativa e non riescono a uscirne, questa sì è una vera e propria emergenza insieme a quella del lavoro”. Serve “sempre più integrazione del socio-sanitario”. Una partita che a gennaio gestirà direttamente la Società della Salute: “con un coinvolgimento più diretto dei sindaci, che ne fanno parte”.

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Unico assente Paolo Morello Marchese commissario dell’Azienda sanitaria dell’Area vasta centro. Tante le associazioni che hanno dato il loro contributo, scuole, volontari per una giornata molto partecipata, che si è aperta con il seminario su “Salute e medicina di genere: valore, pluralità, differenze… e a Prato un ospedale a misura di donna” coordinato da Lucia Livatino direttore formazione educazione e promozione alla salute della Asl 4.“La cultura delle differenze è importante in medicina – ha spiegato Livatino - non solo tra maschi e femmine ma anche tra le comunità straniere. Ci sono patologie che hanno prevalenza di genere e l’esistenza di un Centro per la salute e medicina di genere ci permette di fare ricerca e sperimentazione per creare percorsi di cura specifici”.

Tra gli stand, gli elaborati della scuole, prodotti di filiera corta, i donatori di sangue e, dopo il tradizionale taglio della torta, la simulazione di un lavoro di squadra come quello della gestione di un’emergenza.

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