Il dolore
Prove d’intesa sul centro tra Ali e la Confcommercio
I “ribelli” di Spada trovano un accordo coi nuovi vertici dell’associazione nata dalle ceneri dell’Unione
PRATO. Patto di collaborazione nel nome del centro storico. Tre le parole d’ordine: più sicurezza, viabilità da rivedere, una programmazione più stabile e continuativa di eventi dentro le mura sulla scia del successo di “Settembre. Prato è spettacolo”. E magari, perché no, un mercato in piazza delle Carceri oppure in piazza Duomo, Sant’Agostino o San Domenico. A unire le forze sono l’associazione Ali guidata da Daniele Spada e la rinata Confcommercio di Prato e Pistoia che vogliono scrivere una nuova pagina nella storia dell’associazionismo di categoria pratese, dando voce a una realtà di 200 imprese tra esercizi dentro la cerchia muraria. Ironia della sorte, Daniele Spada dopo il divorzio dall’Unione Commercianti dove ha lavorato fino al 2013 si riavvicina ora a Confcommercio a pochi mesi dalla bufera che ha spazzato via i vecchi vertici locali per indebitamento. «Per fortuna - fa notare Spada - l’associazione attuale non ha niente a che vedere col passato». Così d’ora in poi, pur mantenendo le rispettive sedi (Ali in via Mazzini e Concommercio al Pratocity), le due realtà che rappresentano il commercio parleranno con una voce unica. «Questo accordo – sottolineano Daniele Spada e Tiziano Tempestini (direttore della Confcommercio di Prato e Pistoia) – non vuole essere la sommatoria di due bandierine ma segnare l’inizio di un percorso comune su una serie di temi da portare all’attenzione del Comune, come la priorità della sicurezza, il ritorno di funzioni e servizi pubblici in centro, le difficoltà che ci segnalano i nostri associati legate all’istituzione dei varchi». Sotto gli occhi di tutti il degrado e la desertificazione di alcune strade sotto scacco di spacciatori e drogati. «Abbiamo un centro storico che viaggia a due velocità - aggiunge Spada - da una parte il pullulare di locali serali che anima alcune vie, dall’altra la desolazione che regna in alcune strade. La città deve prendere coscienza del ruolo sociale che svolgono i negozi». Non basta più per il singolo negoziante rimboccarsi le maniche: l’esperienza dei consorzi e comitati sorti spontaneamente (Le vie del Serraglio, Santa Trinita, il gruppo dei commercianti di via Muzzi) insegna che l’unione fa la forza, indipendentemente dall’associazionismo di categoria. «E invece bisogna far sentire la propria voce proprio dentro l’associazione di categoria», è il richiamo di Marco Calamai, l’attivissimo titolare del negozio “La città del sole” di via Muzzi. Occhi puntati sul calendario dei prossimi eventi, in primis quelli natalizi. «Ben vengano le iniziative serali ma anche altri appuntamenti che ampliano il target dei destinatari, come quelli per famiglie e bambini», dice Tempestini.
Maria Lardara
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google