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"Peretola, avanti tutta con la pista di 2.000 metri"

Il tracciato della nuova pista di Peretola
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Il tracciato della nuova pista di Peretola

Prato, il presidente della regione Enrico Rossi fa il punto sull'opera in consiglio regionale: "Nessun dubbio sull'uso monodirezionale del tracciato, ma il dibattito pubblico non ci sarà". Enac ha mandato in Regione l'integrazione della valutazione di impatto ambientale

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PRATO. Sul potenziamento dell'aeroporto di Firenze, e su alcuni aspetti come la lunghezza della nuova pista è intervenuto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, rispondendo oggi, mercoledì 23 settembre, a un'interrogazione in Consiglio regionale sul procedimento di Via per il masterplan aeroportuale di Firenze.

"Fermo restando le differenze di posizione che rimangono, ma su cui è inutile tornare - ha detto Rossi - la Regione lavorerà perché l'espressione della giunta e del consiglio regionale venga rispettata. Sono disponibile a discutere tutti i giorni ma "su questo punto "non si torna indietro" rispetto all'indirizzo di una nuova pista da 2mila metri, anzichè una di 2200 metri come vorrebbe Enac.

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Rossi ha ricordato anche l'iter che il procedimento dovrà seguire e che in caso di pronuncia positiva da parte del ministero dell'Ambiente il passo successivo sarà una conferenza dei servizi al ministero dei Trasporti, previa intesa Stato-Regioni. Sul fronte della "monodirezionalità" Rossi non ha dubbi: "In merito all'ipotesi di uso monodirezionale della nuova pista dell'aeroporto di Firenze - ha proseguito - cito la dichiarazione dell'ingegner Tenerani, estensore dello studio di impatto ambientale secondo la quale si avrà una pista con esclusivo uso monodirezionale: tutti gli atterraggi verranno da Prato, verso Firenze, viceversa i decolli".

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Anche rispetto a possibili "situazioni di emergenza che fanno eccezione", ha aggiunto, "non è mai stato previsto che per problemi di vento l'aereo possa atterrare a Firenze. In questo caso la soluzione è il dirottamento ad altro aeroporto. L'incidenza è pari a 0,9%". In altri casi, ha sottolineato ancora Rossi, se "l'aeromobile che sta approcciando l'aeroporto ha necessità, per una qualsiasi ragione, di riprendere quota: si dispone la manovra cosiddetta di riattaccata, l'aeromobile sorvola la pista. Nel lasciare lo spazio aereo dell'aeroporto gli aeromobili seguiranno una rotta anche in questo caso codificata. La procedura risultata migliore vede una risalita alla massima potenza in quota, un attraversamento di Firenze a quota elevata fino a circa Coverciano: a quel punto il pilota valuterà se dirottare o ritentare la manovra. L'incidenza è di 16 movimenti l'anno nello scenario 2018 e 24 nello scenario 2029".

Secondo Rossi "dunque, non può esservi dubbio circa l'operatività monodirezionale della nuova pista, “salvo eccezioni la cui incidenza sul complesso dei voli è davvero minima e dovuta a cause esogene di natura climatica, oppure di problematiche in ordine alla manovra di atterraggio".

LA LUNGA STORIA DELLA NUOVA PISTA

Un altro punto fermo messo da Rossi riguarda il dibattito pubblico che non ci sarà. "L'autorità per la partecipazione - ha spietato Rossi - ha risposto a un'istanza della rete dei comitati, spiegando che l'istanza di avviare un dibattito pubblico non poteva essere accolta per tre motivi: sarebbe stato necessario presentare una richiesta supportata dalle firme dello 0,1% dei cittadini residenti di cui l'istanza dei comitati è priva; l'oggetto del dibattito pubblico deve essere su un progetto mentre in questo caso si tratta di uno studio di Via; inoltre l'autorità aveva già rigettato un'analoga istanza avanzata dal Comune di Pisa".

"Siamo per procedere in maniera spedita, non si può a questo punto chiedere di tornare indietro su una questione già così ampiamente dibattuta". Rossi ha anche spiegato che il procedimento di valutazione di impatto ambientale sull'aeroporto di Firenze, di competenza del ministero dell'Ambiente, è stato avviato il 24 marzo 2015. Nell'ambito di tale procedimento la Regione Toscana è stata chiamata ad esprimere parere. "Il Nucleo di valutazione regionale - ha proseguito il presidente della Regione - ha messo in evidenza carenze documentali significative, che non consentono l'espressione di un parere informato circa i possibili impatti ambientali, paesaggistici e sanitari negativi. Sono emersi tra l'altro profili di contrasto con l'integrazione al Pit".

"Ma - ha concluso Rossi - in data 4 settembre scorso, entro il termine di 45 giorni previsto per legge, Enac ha fornito le integrazioni richieste. Su tale materiale è ad oggi in corso un'istruttoria regionale, che dovrà concludersi entro 90 giorni con una specifica deliberazione della giunta regionale".

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