Il Tirreno

Prato

Il sindacato: «Zonin non poteva non sapere Gli errori dei manager non restino impuniti»

«Sembra che l’unico a non sapere che cosa succedeva dentro la Popolare fosse il presidente Zonin: sarebbe preoccupante, ma sembra più un tentativo maldestro di scaricare le responsabilità su altri»....

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«Sembra che l’unico a non sapere che cosa succedeva dentro la Popolare fosse il presidente Zonin: sarebbe preoccupante, ma sembra più un tentativo maldestro di scaricare le responsabilità su altri». E’ il commento di un sindacalista a proposito delle scaramucce tra Zonin e l’ex dg Sorato alla vigilia delle perquisizioni.

Ieri i sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Unisin) ci sono andati pesanti. "E' un'ulteriore notizia che si aggiunge a tutte quelle che riguardano le vicende giudiziarie della nostra banca - hanno scritto -Queste organizzazioni sindacali continuano a ribadire che i disastri che alcuni top-manager e i vertici della banca hanno perpetrato negli ultimi anni a danno del tessuto sociale di molte regioni e di interi territori non possono rimanere impuniti. Da tempo abbiamo denunciato con volantini, comunicati, lettere alla Direzione e agli organi di Sorveglianza, prassi gestionali e commerciali non conformi alle norme. Il nostro timore è che in tutta questa vicenda i dipendenti siano gli unici a pagare per gli errori di un CdA a dir poco “distratto” e di un management che pare avere agito in modo “dissennato”». Il vecchio piano industriale di dimagrimento della Popolare prevede a Prato la chiusura degli sportelli di via Zarini, di San Paolo e di Casale il 25 settembre e di quello della Briglia (Vaiano) il 23 ottobre. Tra i 75 sportelli che chiuderanno nel 2016 è quasi certi che ce ne saranno altri a Prato.

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