Proteste
Anche la Procura di Prato indaga sulla Popolare
Dopo Vicenza è la volta del procuratore capo Giuseppe Nicolosi. E' stato aperto un fascicolo sui modi con i quali si concedevano mutui o finanziamenti in cambio dell’acquisto di azioni
PRATO. Anche Prato indaga sulla Banca popolare di Vicenza. All’indomani del terremoto giudiziario che ha scosso l’istituto di credito che dal 2011 ha incorporato gli sportelli dell’ex Cassa di risparmio, si apprende che la Procura di Prato ha aperto un fascicolo al momento senza indagati e che la Finanza sta facendo accertamenti.
Ma se a Vicenza volano alto e la locale Procura indaga il presidente Gianni Zonin, l’ex dg Samuele Sorato e altri quattro dirigenti per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, a Prato necessariamente si guarda ad altro. In particolare, secondo quanto emerge dal riserbo degli inquirenti, sulla pratica di concedere mutui o finanziamenti in cambio dell’acquisto di azioni della banca. Una pratica che non sarebbe un’esclusiva della Popolare e che sembrava potesse essere lecita. Il problema, fanno capire in Procura, sono i modi coi quali si concretizza questo scambio.
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Il caso classico è quello del cliente che ha bisogno di accendere un mutuo con BpVi per l’acquisto della casa. Il funzionario dell’istituto di credito a questo punto fa presente che sì, il mutuo si può concedere e anche a condizioni vantaggiose, ma bisogna acquistare un tot di azioni, in genere un minimo di cento a 62,5 euro l’una, totale 6.250 euro. Un valore che il cliente si ritrova nel portafoglio, ma solo virtualmente, perché le azioni non sono sul mercato e poi, come si è visto, possono essere deprezzate unilateralmente dalla banca, da 62,5 a 48 euro. A quel punto il cliente ha già perso 1.450 euro, ma anche questi virtualmente, perché poi il prezzo potrebbe essere anche più basso.
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Lo stesso meccanismo può aver funzionato per la concessione di un finanziamento a un imprenditore.È reato? E se sì, di che tipo? Su questo nessuno si sbilancia. L’impressione è che le indagini si muovano su un crinale in cui non è semplice distinguere un presunto malcostume da un vero e proprio reato. In realtà poi la questione del deprezzamento delle azioni, che tanto ha fatto infuriare i soci di BpVi, è solo indirettamente legata alle indagini della Procura di Prato, perché l’eventuale illecito potrebbe essersi concretizzato anche prima del deprezzamento.
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Sembra che il Procuratore capo Giuseppe Nicolosi si sia mosso indipendentemente dalle azioni in sede civile preannunciate dagli azionisti pratesi scontenti.Intanto da Vicenza arrivano nuovi particolari sull’inchiesta madre. Potrebbero esserci anche nuovi indagati, alla luce dei risultati degli accertamenti in corso, tra i membri del Cda della Popolare, oltre al presidente Gianni Zonin, a Giuseppe Zigliotto e Giovanna Dossena.
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A dirlo è il procuratore capo di Vicenza Antonino Cappelleri che ha coordinato l'indagine del pm Luigi Salvadori.Secondo Cappelleri, bisognerà attendere l'esito delle indagini sulla documentazione sequestrata martedì, per accertare se alti dirigenti della Popolare di Vicenza si siano fatti prestare dall'istituto denaro per comprare azioni della stessa.
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«Ora attendiamo se contro i sequestri - ha detto Cappelleri - ci sia un ricorso al Tribunale del riesame di Vicenza da parte dei legali degli indagati. Se ciò avverrà dovremo scoprire alcune delle nostre carte ma siamo pronti a farlo». Per questo il procuratore conta su una indagine veloce che entro un mese stabilirà le eventuali responsabilità delle persone coinvolte nelle indagini.
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