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Il credito pratese nella tempesta, perquisizioni alla Banca Popolare di Vicenza

La sede pratese della Banca Popolare di Vicenza in via degli Alberti
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La sede pratese della Banca Popolare di Vicenza in via degli Alberti

La Guardia di Finanza nella sede centrale veneta, negli uffici di Milano, Palermo e Roma del Gruppo. Indagato il presidente Zonin. L'attacco del sindacato: "I disastri dei manager non rimangano impuniti"

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PRATO. Il credito pratese finisce di nuovo nella tempesta di un'inchiesta della magistratura. Gli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza di Roma e dal Nucleo di polizia tributaria di Vicenza, su disposizione del sostituto della Procura della Repubblica presso il tribunale di Vicenza Luigi Salvadori, stanno effettuando delle indagini nei confronti di alcuni esponenti di vertice del gruppo Banca Popolare di Vicenza, per l'ipotesi di aggiotaggio e ostacolo alle funzioni delle autorità di pubblica vigilanza commesse sino a dicembre 2014. Nell'inchiesta è indagato anche il presidente Gianni Zonin.

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Da questa mattina, martedì 22 settembre, sono in corso perquisizioni nei confronti delle persone sottoposte a indagine, di altri soggetti non indagati e presso la sede amministrativa e legale di Vicenza e gli uffici direzionali di Milano, Roma, Palermo del gruppo.

Come si spiega in una nota del procuratore Antonino Cappelleri, gli atti di indagine sono stati ritenuti "indispensabili per rendere compiuta la necessaria e doverosa ricerca di elementi probatori documentali" e per valutare "l'attribuzione delle responsabilità soggettive".

Banca Popolare di Vicenza garantisce alla magistratura e alla Gdf piena collaborazione nelle perquisizioni e nelle indagini preliminari che stanno compiendo presso varie sedi dell'istituto. A sottolinearlo una nota della stessa popolare veneta."Piena collaborazione da parte della dirigenza e del personale della Banca Popolare di Vicenza ai Nuclei di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza che hanno svolto perquisizioni presso la sede centrale della Banca a Vicenza e negli uffici direzionali di Milano, Roma e Palermo", spiega il comunicato, che sottolinea come si tratti di "indagini preliminari, ritenute indispensabili per accertare eventuali responsabilità soggettive". Nel frattempo l'attività della banca prosegue e la riunione del comitato esecutivo prevista per oggi pomeriggio e presieduta dal consigliere delegato e dg Francesco Iorio "si svolgerà come previsto".

Dietro l'inchiesta, gli esposti degli azionisti. Ci sono gli esposti di diversi azionisti, che si sono rivolti a legali e associazioni dei consumatori, dietro l'indagine che la procura di Vicenza ha aperto sulla Popolare di Vicenza e che ha portato stamattina, martedì 22 ottobre, la guardia di Finanza nella sede principale del gruppo e in quelle di Milano, Roma e Palermo. I reati ipotizzati, in quelle che la stessa Procura definisce "indagini preliminari nei confronti di alcuni esponenti di vertice del gruppo", sono aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza e sarebbero stati commessi fino al dicembre del 2014. 

Un invito alla "prudenza" è arrivato dallo stesso Procuratore Cappelleri. "La delicatezza degli interessi economici e patrimoniali investiti dall'indagine - ha detto - mi spinge a ricordare che sono alla conclusione dell'inchiesta potrà intendersi sussistente e confermata l'ipotesi di reato oggi ipotizzata". La Banca, negli ultimi mesi, ha affrontato un periodo non semplice, complice la necessità di trasformarsi in spa dopo il decreto sulle popolari varato dal governo Renzi, il taglio del valore delle azioni da 62,5 a 48 euro, che ha fatto infuriare molti azionisti, il rosso da oltre 1 miliardo di euro registrato nel primo semestre del 2015 e la necessità, dopo un'ispezione della Bce, di iscrivere a riserva indisponibile 611,6 milioni di euro perchè erano stati erogati ai soci finanziamenti per 974,9 milioni per acquistare o sottoscrivere azioni.

Nelle ultime settimane, ad appesantire ulteriormente il clima, lo scontro a distanza tra l'ex dg e ad, Samuele Sorato, uscito dall'istituto a luglio, e Gianni Zonin, storico presidente, in sella da 19 anni. La banca, nel frattempo, si è affidata a Francesco Iorio, che oggi pomeriggio presiederà un comitato esecutivo, e che sta lavorando al nuovo piano 2015-2020 dell'istituto e all'aumento di capitale da 1,5 miliardi. Proprio ieri la Popolare di Vicenza aveva annunciato di aver firmato con Unicredit un accordo sulla garanzia dell'aumento, che vedrà un consorzio di collocamento con 5 joint global coordinator: BNP Paribas, Deutsche Bank AG, London Branch, J.P. Morgan, Mediobanca e la stessa UniCredit. "I due passaggi sopra descritti costituiscono importanti conferme dell'interesse del mercato per il piano di rilancio varato dalla Banca, che andrà ulteriormente a rafforzarsi e qualificarsi con l'approvazione, prevista entro il mese di settembre, del nuovo piano industriale", aveva spiegato l'istituto di credito.

La preoccupazione dei sindacati. Commentando le perquisizioni i rappresentanti sindacali dei dipendenti di BpVi hanno diffuso una nota a firma di Fabi - First/Cisl - Fisac/Cgil e Unisin. "E' un'ulteriore notizia che si aggiunge a tutte quelle che riguardano le vicende giudiziarie della nostra banca. Queste organizzazioni sindacali continuano a ribadire che i disastri che alcuni top-manager e i vertici della banca hanno perpetrato negli ultimi anni a danno del tessuto sociale di molte regioni e di interi territori non possono rimanere impuniti. Da tempo abbiamo denunciato con volantini, comunicati, lettere alla Direzione e agli organi di Sorveglianza, prassi gestionali e commerciali non conformi alle norme".

"Nostro timore è che in tutta questa vicenda i dipendenti siano gli unici a pagare per gli errori di un CdA a dir poco “distratto” e di un management che pare avere agito in modo “dissennato”. La garanzia ricevuta in merito all’aumento di capitale annunciato dal nuovo direttore generale è una concreta rassicurazione sulla solidità patrimoniale del nostro Istituto, rimaniamo però ancora in attesa di conoscere il nuovo piano Industriale per poter valutare compiutamente le ricadute dal punto di vista occupazionale. Confidiamo che la magistratura faccia piena luce su quanto accaduto e accerti in tempi rapidi tutte le eventuali responsabilità".

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di Redazione web