Sicurezza
Il sindacato avverte BpVi: "Difendete i dipendenti"
Duro atto d’accusa contro la banca dopo il taglio del valore delle azioni: «Tutelare chi dovesse ricevere un avviso di garanzia per fatti di cui non ha responsabilità». A Vicenza è iniziata la resa dei conti tra Zonin e l'ex dg Sorato
PRATO. Forte presa di posizione dei sindacati sul difficile momento della Banca popolare di Vicenza, l’istituto di credito che ha sede nel Veneto ma le cui sorti stanno molto a cuore anche in Toscana dopo l’acquisizione di decine di sportelli della Cassa di risparmio di Prato. Le organizzazioni sindacali Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil e Unisin chiedono a chiare lettere che l’istituto di credito tuteli i propri dipendenti che venissero raggiunti da avvisi di garanzia per fatti compiuti durante le loro funzioni. Fanno inoltre presente che per quanto li riguarda sono ancora in attesa di conoscere il nuovo piano industriale del gruppo.
Per questo motivo i sindacati fanno presente che “si dissociano con forza dal passato che c’è ancora ed esigono che il “nuovo” Gruppo BpVi si contraddistingua per trasparenza, correttezza ed equità verso tutti i dipendenti”.
Chiedono inoltre con forza al nuovo management di “intraprendere le doverose azioni di responsabilità verso chi ha provocato questo disastro, per fare chiarezza e pulizia; tutelare, come previsto dal contratto tutti i colleghi nei cui confronti venga notificata una informazione di garanzia, ovvero esercitata azione penale in relazione a fatti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni; ufficializzare gli importi già erogati o stanziati per le remunerazioni e le “buonuscite” di tutto il top management, soprattutto alla luce dei 30 milioni di “tagli” sul costo del personale ventilati due mesi fa e riportati nero su bianco in un’apposita informativa sindacale”. In questo punto si riferiscono probabilmente alla voce sull’importo della buona uscita dell’ex direttore generale Samuele Sorato (si parla di 5 milioni di euro). Inoltre i rappresentanti sindacali chiedono di “fare chiarezza sui presunti “patti di riacquisto” che alcuni clienti contesterebbero alla Banca; di avviare un serio cambio di rotta nei rapporti azienda/sindacato e nelle scelte strategiche”.
“Non possono essere i dipendenti - sostengono - a pagare i danni, gli errori e le buonuscite di coloro che hanno portatola banca a questo disastro”. Un lungo atto di accusa che, nonostante sia scritto in “sindacalese” sembra far riferimento ai finanziamenti concessi dai vertici della banca nell’estate 2014 in occasione del primo aumento di capitale, e al taglio del valore delle azioni della banca. Quelle azioni che spesso i clienti hanno dovuto acquistare per ottenere un mutuo dalla BpVi.
La resa dei conti all’interno della Banca popolare di Vicenza è iniziata già prima delle ferie estive, ma è esplosa nel corso dell’ultima settimana. In particolare giovedì 17, quando le agenzie hanno iniziato a battere notizie di guerra da Vicenza. La prima: i vertici di BpVi hanno intenzione di promuovere un’azione di responsabilità contro l’ex direttore generale Samuele Sorato e gli ex vice direttori generali Emanuele Giustini e Andrea Piazzetta. Ad aprire il fuoco è il presidente Gianni Zonin, che in sostanza dice di essere stato all’oscuro delle manovre di Sorato e gliene dà la colpa. Ma di cosa è “accusato” Sorato? Di aver dato il via libera a finanziamenti per 975 milioni di euro prestati ai clienti della banca allo scopo di far comprare loro azioni dell’istituto stesso in occasione dell’aumento di capitale da 600 milioni varato nell’estate di un anno fa. Operazione possibile ma in questo caso le azioni non possono far parte del patrimonio di vigilanza, che infatti dopo le verifiche della Banca centrale europea è sceso sotto il minimo, imponendo un altro aumento di capitale da un miliardo. Un altro punto sul quale la Consob (Commissione per la vigilanza della Borsa) sta facendo accertamenti è il taglio del valore delle azioni da 62,5 a 48 euro, quel taglio che ha fatto infuriare molti risparmiatori e soci pratesi.
Nella stessa giornata di giovedì il Ministero dell’Economia ha fatto sapere che quando sarà conclusa l’ispezione della Bce su BpVi, lo Stato «valuterà l’adozione di ulteriori azioni sotto il profilo della vigilanza». Nuvoloni neri all’orizzonte. La risposta dell’ex dg Sorato non si è fatta attendere. Venerdì ha fatto sapere di aver dato mandato ai propri legali di procedere contro gli attacchi del presidente Zonin. Quello che facevamo io e i miei vice, dice in sostanza Sorato, lo sapeva anche Zonin. Anzi sapeva anche di più: «Scelte strategiche compiute nel corso degli anni dall’istituto, in taluni casi espressione del vertice nella sua collegialità, in altri della presidenza nella sua individualità». Insomma, una sorta di “Muoia Sansone con tutti i filistei” che promette di avere ulteriori strascichi.
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