La manifestazione
Bionda e occhi chiari, bellezza pratese strizza l’occhio alla Cina
Marta, ex gelataia e parente dell’attrice Clara Calamai, scelta come protagonista di una fiction tv a Hangzhou
PRATO. Folgorata sulla via di… Hangzhou. La prima volta per motivi di studio, la seconda sventolando un contratto di lavoro per una casa cinematografica cinese. Occhi azzurri e una cascata di capelli biondi, Marta potrebbe diventare la nuova diva occidentale del piccolo schermo cinese: a ingaggiarla la compagnia “Hangzhou Jia Ping” per il progetto di una serie televisiva ambientata in Europa e nella terra di Mezzo sui rapporti tra Cina e Occidente. Così, a 23 anni questa ragazza che studia lingue all’università di Firenze ha deciso di appendere al chiodo il grembiule di gelataia (ha lavorato per tre anni nei negozi della gelateria “Sottozero”) per salire su uno di quei treni che, come ha scritto Marta il 15 settembre sulla sua pagina Facebook, «passano una sola volta nella vita quando meno te lo aspetti e allora sta a te decidere se prenderlo o lasciarlo». E con quel cognome d’arte (Calamai, come la famosa Clara con cui la sua famiglia ha una parentela lontana) chissà che la vita di Marta non possa svoltare. Gli ingredienti del successo ci sono tutti, in primis la conoscenza della lingua che già utilizza visto che da due anni la ragazza insegna italiano alla scuola dell’associazione di promozione sociale “Pechino” (la sede è in via Marco Roncioni). E’ sfoggiando il suo mandarino parlato che per quattro mesi Marta, per l’esattezza fra gennaio e maggio di quest’anno, decide di stabilirsi nella capitale dello Zhejiang per uno stage universitario. «Insegnavo italiano a 150 ragazzini della scuola media. Arrivai in Cina durante i festeggiamenti del Capodanno cinese e ricordo che l’impatto fu subito molto forte. Ma quei quattro mesi ad Hangzhou sono stati una bella lezione di vita, una sorpresa anche per una come me che spesso ha paura di non trovare la strada per andare al mare. Devo dire che sono stata così bene in Cina che ho pianto al mio ritorno a Prato. Mi ha colpito l’accoglienza del popolo cinese, senza contare la straordinaria percezione di sicurezza che respiravo lì e che invece a casa mia, a Prato, non ritrovo più…».
La proposta di lavoro della “Hangzhou Jia Ping” è arrivata una ventina di giorni fa prima su Wechat (l’applicazione di messaggistica molto utilizzata fra i cinesi), poi l’ufficialità per mail e poi con posta normale. Perché selezionare proprio una ragazza pratese senza esperienza di recitazione? «Qi, una mia ex collega della scuola di Hangzhou mi chiese se volevo lavorare come attrice: il padre di un suo allievo, un famoso regista cinese, era alla ricerca di una giovane occidentale per una parte in una nuova serie televisiva». Detto fatto: per un anno Marta avrà vitto e alloggio pagato e un assegno mensile di 10mila renminbi (circa 1.300 euro al mese). In fondo, al ritorno nel paese del Dragone ci aveva fatto già un pensierino. C'è la sua migliore amica, Xiao Yan, che l’aspetta a braccia aperte dall’altra parte del mondo. «Il mio futuro? Chissà. Che sia a Prato o in Cina di sicuro vorrei avere rapporti di lavoro col mondo cinese. I cinesi ricchi sono tanti quanto l’Europa intera…». Mentre Marta si accinge affare le valigie, gli amici di Prato la buttano sullo scherzo nel commentare la sua imminente partenza. «Hai la Cina a casa tua, mi dicono, che vai a fare laggiù? Ma io son fortunata a vivere a Prato, qui posso fare pratica con la lingua che sto imparando all’università». Non a caso dopo l’ultimo viaggio ad Hangzhou, dal bancone della “Sottozero” Marta aveva iniziato a prendere ancora più confidenza con la clientela dagli occhi a mandorla, tra un gelato e l’altro da servire, raccontando le storie della sua “migrazione al contrario”. Unica nota stonata: la reputazione di Prato ai piedi della Grande Muraglia. «La mia città viene paragonata al Bronx per il livello di insicurezza cui sono quotidianamente esposti gli immigrati cinesi…».
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