Sicurezza
Oltre le bibite vendeva cocaina, arrestato il gestore di un circolo a Cafaggio
Gli agenti della squadra mobile della Questura hanno messo le manette ai polsi di un pratese, di 45 anni che gestiva il locale "Nuovi Amici" in via Roma a Prato. La droga la teneva nel cassetto del bancone del bar
PRATO. Il gestore del circolo "Nuovi amici" di Cafaggio, in via Roma, accanto alla Misericordia, a Cafaggio oltre alle bibite, ai clienti, serviva anche cocaina. A scoprirlo la squadra mobile della polizia di Prato che, avuta una soffiata, ha avuto poche difficoltà a trovare la droga. E l'uomo, un pratese di 45 anni, è stato arrestato dalla squadra mobile della Questura per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti.
Le manette sono scattate venerdì quando una squadra di poliziotti si è presentata nel locale. Rossano Carboni, questo il nome dell'arrestato, era appena entrato in servizio. Le domande degli agenti hanno avuto presto risposta: il gestore del circolo da uno dei cassetti del bancone del bar ha tirato fuori un sacchetto contenente quasi 50 grammi di cocaina e un altro contenitore nel quale le dosi di droga erano già pronte per la vendita.
Carboni ha anche ammesso di svolgere l'attività di spaccio direttamente dal locale. Dalla successiva perquisizione domiciliare i poliziotti hanno sequestrato anche altra droga: cocaina, hashish, 1.600 euro in contanti e altri 2.000 euro in cinque assegni postdatati. Il tutto è stato sequestrato prima di far scattare le manette ai polsi del pusher-barista.
L'uomo non è stato portato in camera di sicurezza ma è rimasto agli arresti domiciliari a casa. Ieri mattina gli arresti domiciliari a carico di Carboni, assistito dall'avvocato Giovanni Sicigliano, sono stati convalidati. Il giudice Luca D'Addario non ha però accolto la richiesta di chiusura del locale che potrà restare aperto al pubblico.
Pronto l'intervento della Misericordia, proprietaria del circolo.
"Prendiamo le distanze con forza da ciò che è accaduto al circolo di Cafaggio che da sempre è gestito da soggetti esterni e non ha niente a che fare con la Misericordia", fa chiarezza Alessandro Ansiati, il presidente della sezione della Misericordia di Cafaggio, dopo i recenti fatti di cronaca che vedono il gestore del circolo arrestato per spaccio di droga.
"La gestione di tutti i nostri circoli - spiega Andrea Gori, segretario della Misericordia di Prato - è esterna all'Arciconfraternita, da sempre. Noi diamo i locali in affitto: questo è il nostro unico rapporto con i titolari. Una volta che il circolo viene preso in gestione diventa un soggetto giuridico diverso, come appunto accade per "I nuovi amici". In questo caso, si tratta di un circolo Acsi".
"La Misericordia è totalmente estranea ai fatti in questione - gli fa eco il Proposto, Paolo Bandini - e siamo molto amareggiati per questo fatto. Ci muoveremo affinché la gestione venga immediatamente cessata".
E che la Misericordia, in questa vicenda, rappresenti la parte lesa lo conferma anche il fatto che alcuni specchietti dei mezzi di soccorso parcheggiati nella vicina sezione siano stati danneggiati questa notte. "Non credo che sia una coincidenza" sostiene il presidente della sezione Ansiati.
E anche l'Arci interviene sull'argomento proponendo un tavolo di lavoro per discutere dei criteri di affiliazione ai circoli di tutte le associazioni che operano sul territorio. La proposta è del presidente Andrea Barni. «Nessuno si può più permettere di affittare i locali e poi disinteressarsi dell' attività che viene svolta. Tutti siamo chiamati a intensificare la vigilanza per questo credo che si debba anche fare una selezione sana nel momento in cui si decide l'affiliazione di una società. Non possiamo più tollerare attività puramente commerciali travestite da servizi di prossimità. Nei prossimi giorni convocherò un tavolo a cui inviterò tutte le associazioni per iniziare a creare un regolamento condiviso che sia trasparente e improntato sull' attività di volontariato».
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