Il Tirreno

Prato

"Nessun rischio di ridimensionamento per la Questura"

Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente Anci Toscana
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Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente Anci Toscana

Lo ha detto il sindaco di Prato e presidente Anci Toscana Matteo Biffoni nella trasmissione "Mezzogiorno di fuoco" su Rtv38

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PRATO. “Nessun rischio taglio per la Questura di Prato, stiamo lavorando per far si che non vengano toccati i servizi per i cittadini anche dopo la riorganizzazione della Prefettura”. Il sindaco di Prato Matteo Biffoni torna sul tema dei possibili accorpamenti durante la trasmissione Mezzogiorno di Fuoco su Rtv38.

“Si tratta di una riforma che risale al governo Monti – ha detto Biffoni – e nel frattempo nello stesso settore sta arrivando anche la legge Madia che prevede una riorganizzazione complessiva di tutta la macchina dello Stato. Prato è una realtà particolare con tutti i problemi che la contemporaneità ci pone. Per noi è importante che quel tipo di lavoro che Comune e Prefettura fanno non venga interrotto”.

Biffoni parla anche da neo presidente dell’Anci Toscana in particolare in merito al taglio della Tasi e alle risorse che i Comuni rischiano di perdere: “La nostra è un’associazione – dice – che ha saputo confrontarsi con il governo. Ricordo le battaglie sui tagli che sono state fatte, gli incontri con il presidente del Consiglio che hanno permesso di scongiurare manovre in quel senso. Togliere la Tasi è cosa buona e giusta. E’ un sollievo per i sindaci che si trovano a far applicare una tassa complicata. Quella tassa però permette ai Comuni di garantire servizi ai cittadini quindi nel patto con lo Stato che andiamo a fare è necessario che questa eliminazione trovi ristoro sotto altre forme”.

Biffoni è anche responsabile nazionale per l’immigrazione di Anci e si dice convinto che il modello di accoglienza toscano possa ancora reggere: “E’ importante – aggiunge – che tutti i Comuni facciano la loro parte. Piccoli nuclei, anche in piccoli paesi, permettono di mantere in piedi il sistema. Ancora non tutte le amministrazioni hanno risposto all’appello lanciato da Rossi, rispetto ai 110 di prima dell’estate una sessantina di sindaci hanno messo a disposizione alcune strutture mentre resta ancora una parte che si dice non convinta di questa operazione ma la Toscana ha ancora un polmone molto ampio che permette di portare avanti l’accoglienza senza creare tensioni nel nostro territorio”.

 

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