Sicurezza
Appena scarcerato per violenza, torna alla Dogaia
Un uomo di 44 anni non ha rispettato i divieti imposti dalla magistratura ed è stato nuovamente arrestato dalla squadra mobile. Deve rispondere anche di maltrattamenti in famiglia
PRATO. Un uomo di 44 anni, di origini marocchine, è stato arrestato giovedì 17 dalla squadra mobile della polizia con le accuse di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Lo rende noto la Questura. L'uomo era già finito in carcere per gli stessi motivi e, una volta scarcerato, non ha rispettato i divieti che gli erano stati imposti al momento del rilascio. Per questo, dopo aver verificato il mancato rispetto delle prescrizioni, è stato nuovamente prelevato dalla polizia e riportato alla Dogaia.
Gli inquirenti hanno poi spiegato che Noureddine Nakir era stato arrestato nel luglio del 2014 con le accuse di violenza e maltrattamenti nei confronti della moglie, una donna italiana, e che è stato giudicato col rito abbreviato. In carcere però ha dato fuoco a un materasso e si è ustionato. Successivamente, in base alle nuove norme introdotte dalla legge 47/2015, ne è stata disposta la scarcerazione con una serie di obblighi: divieto di dimora a Prato, obbligo di firma e divieto di avvicinamento alla casa della moglie. Ma Nakir non ne avrebbe rispettato nemmeno uno: appena uscito dal carcere ha chiamato la moglie chiedendo di vedere i figli, poi è andato sotto casa della donna e ha dato in escandescenze. In seguito è fuggito a Bologna, dove stava facendo i documenti per l'espatrio. Per questo la misura di custodia è stata aggravata e il marocchino è tornato in carcere.
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