Sicurezza
Caos supplenze al Buzzi, arriva la polizia
Un drappello di prof protesta per la mancata assegnazione, ma in 200 ottengono il posto
PRATO. Caos supplenze scolastiche a Prato. Ieri è andato in scena un nuovo triste spettacolo per centinaia di insegnanti precari, tutti convocati e ammassati nel caldo afoso dell'aula magna del Buzzi in cerca di una supplenza. Sebbene la scuola sia già iniziata da due giorni, sono ancora molte le cattedre vuote e centinaia i prof in cerca di lavoro. Una situazione complessa, non diversa dagli anni passati e non risolta dalle assunzioni della "Buona scuola", anzi resa ancor più complicata dalla presenza di tanti insegnanti abilitati non inseriti nelle giuste graduatorie per l'assegnazione degli incarichi.L'appuntamento per il conferimento delle prime supplenze per il sostegno alle medie e superiori era alle 8,30, ma i tempi si sono poi dilatati fino al tardo pomeriggio e, per i supplenti di terza fascia, addirittura tutto è stato rimandato a venerdì mattina. La riforma scolastica ha sistemato alcune centinaia di insegnanti lasciando però vacanti molte cattedre; solo a Prato i posti liberi assegnati ieri sono stati oltre duecento, tra scuole medie e superiori. Una giornata infinita che si è svolta non senza qualche intoppo. Gli abilitati con il Tfa - tirocinio formativo attivo - nel 2015 non sono stati inseriti in coda alla seconda fascia di istituto, così come previsto dal decreto ministeriale 31 del 2014 che prevede la loro priorità sui colleghi di terza fascia non abilitati. Una situazione che ha aggiunto caos al caos e ha portato all'intervento della polizia. «E' stato disatteso un decreto del Miur e noi rivendichiamo un nostro diritto sulla priorità delle supplenze - ha commentato un docente neo abilitato Tfa - Abbiamo chiamato le forze dell'ordine perché la situazione andava chiarita ed era necessario far rispettare la nostra abilitazione, così come lo stesso ministero aveva dichiarato in una nota dello scorso luglio». I neo abilitati Tfa presenti in aula erano circa 60 e tutti si sono mossi compatti verso i dirigenti dei vari plessi scolastici per far aggiornare le graduatorie e avere la priorità di scelta sui colleghi privi di abilitazione. «E' stata una grandissima delusione per tutti noi - ha aggiunto il docente abilitato che ha segnato la vicenda - Viene a mancare la fiducia nei confronti delle istituzioni. Per questo errore, siamo addolorati, ci sentiamo abbandonati da tutti, dai sindacati e dal sistema educativo» Sono state assegnate oltre cento cattedre di sostegno, oltre trenta di lettere e di matematica alle medie, e poi ancora di arte, educazione fisica, inglese, francese, musica, spagnolo e tecnica. (m.a.)
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