Il Tirreno

Prato

Rossi: "Abbiamo reagito al dramma della Teresa Moda"

Il presidente della Regione Enrico Rossi
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Il presidente della Regione Enrico Rossi

Il presidente della Regione snocciola i risultati dei controlli del progetto "Lavoro sicuro" che da un anno interessa le confezioni cinesi

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PRATO. "Il bilancio di questo primo anno di attività del progetto "Lavoro sicuro" è molto positivo. Sono state controllate 3.341 aziende cioè quasi la metà di tutte quelle esistenti in area vasta, e 136 in più rispetto a quelle che avevamo in programma di visitare. Due sono i dati che mi sembrano i più significativi: l'alto rispetto delle prescrizioni impartite, pari all'85% e gli oltre 3,4 milioni di euro di sanzioni riscosse. Il che significa che siamo riusciti ad aumentare i livelli di sicurezza e abbiamo raggiunto risultati anche sul rispetto della legalità e delle regole".

Lo ha detto il presidente della Regione, Enrico Rossi, commentando i risultati del blitz compiuto questa mattina, 16 settembre,  a Prato dalla Guardia di finanza insieme ai tecnici della sicurezza della Asl 4 nell'ambito del progetto Lavoro sicuro. L'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo pratese, ha comportato circa 50 sopralluoghi in 25 ditte cinesi del settore moda e in numerose abitazioni, alla ricerca dei veri titolari delle imprese.

"Le istituzioni dopo il rogo di Teresa Moda hanno reagito – prosegue Rossi – e non si sono fatte impietrire dal trauma. Assieme alle forze produttive migliori e alle associazioni abbiamo fatto un lavoro di integrazione linguistica e culturale e con un progetto pilota in sanità abbiamo cominciato la riconversione del più grande distretto delle confezioni d'Europa verso la legalità, partendo dalla sicurezza e dal rispetto delle regole. Solo così Prato e la Toscana potranno fugare le ombre di una controversa idea di tolleranza e di una blanda e opportunistica idea di integrazione che hanno, nei decenni, creato isole di illegalità e di sommerso che devono cessare d'esistere. Non abbiamo fatto niente di speciale, stiamo facendo il nostro dovere di amministratori onorando gli impegni assunti con l'allora presidente d ella Repubblica Giorgio Napolitano".

Un alto numero di irregolarità è stato riscontrato a seguito dei controlli fatti dalla Asl di Prato nell'ambito del progetto Lavoro Sicuro. Secondo quanto spiegato in una nota della Regione, le irregolarità sono state registrate, infatti, nel 68,8 % dei casi. Da sottolineare anche l'altrettanto notevole numero di prescrizioni notificate alle aziende (1.978), di informative di reato (1.870) la cui gravità si è dimostrata notevole "soltanto" in 186 casi che hanno comportato sequestri o chiusure.

Confermato il dato che vede le principali irregolarità (827) concentrate nei macchinari utilizzati per le lavorazioni, poi negli impianti elettrici non a norma (774), nei problemi di igiene (649), nella presenza dei dormitori (340) e di cucine (152) con bombole di gas (76). "Quello che emerge - commenta il presidente Rossi – è un quadro che continueremo a tenere sotto controllo con l'obiettivo primario di accrescere la sicurezza di chi lavora per scongiurare tragedie come quella di Teresa mode, di garantire tutela, legalità e presenza dello Stato in tutte le sue articolazioni. È per questo che ringrazio la Procura per aver coordinato il blitz di stamani e per il contributo che insieme alle forze di pubblica sicurezza e alle istituzioni locali dà a questa grande opera di legalità che stiamo tutti insieme portando avanti".

Renzo Berti, coordinatore del progetto, ha ricordato come nei prossimi mesi il programma di attività preveda il completamento dei controlli in tutte le circa 7.700 aziende presenti nell'area che va da Firenze a Pistoia è comprende anche l'Empolese, il rilancio del patto per il lavoro sicuro al quale per il momento hanno aderito 155 aziende, l'impegno per l'emersione fiscale ed infine il passaggio dalla fase straordinaria all'attività ordinaria di controllo.

"I nostri programmi - ha concluso Berti - prevedono di sottoporre a controlli altre 1.100 imprese da qui al 31 dicembre 2015. E stimiamo che entro fine anno riusciremo ad incassare un totale generale di 4,5 milioni di euro di sanzioni".

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