Il Tirreno

Prato

Blitz della Finanza, trovati una decina di prestanome cinesi

di Paolo Nencioni
Gli inquirenti spiegano i particolari dell'inchiesta sui prestanome cinesi
◗
Gli inquirenti spiegano i particolari dell'inchiesta sui prestanome cinesi

Perquisite 25 imprese individuali: si cercano le prove dell'utilizzo di "teste di legno" che coprono i veri proprietari delle aziende. Il procuratore capo: "La strada è ancora lunga, occhio alla corruzione". Trovata anche una ditta fantasma. I tecnici dell'Asl hanno recuperato oltre tre milioni di euro

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Perquisizioni a tappeto sono state disposte oggi, 16 settembre, dalla Procura di Prato nei confronti di 25 imprese individuali e nelle abitazioni dei titolari, tutti cinesi. Si tratta, spiega una nota di Palazzo di giustizia, di un'inchiesta che mira a contrastare "l'illecito fenomeno dell'interposizione fittizia di prestanome, dietro i quali si celano imprenditori senza scrupoli il cui intento è di operare nella totale illegalità, soprattutto economica e finanziaria". In totale sono 49 i decreti di perquisizione emessi dalla Procura e di cui si sta occupando la guardia di finanza. L'inchiesta è diretta dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri e coordinata dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Alle perquisizioni hanno partecipato 125 militari della guardia di finanza e 25 tecnici del Dipartimento di prevenzione dell'Asl.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12103340:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/nicolosi-il-sistema-prato-e-alimentato-anche-dai-professionisti/51267/52454]]

Il procuratore capo, alla presenza del comandante provinciale della Finanza Amedeo Farruggio, ha spiegato che l'inchiesta è nata anche grazie all'attività dei tecnici dell'Asl che ormai da un anno controllano le confezioni cinesi. Nel corso delle verifiche è emerso il noto problema dell'intestazione fittizia delle aziende a prestanome. Nel corso delle perquisizioni di stamattina, ha aggiunto, sono stati individuati una decina di reali proprietari delle attività, oltre a molti cinesi clandestini. Nicolosi ha parlato di una sorta di circuito di "fantasmi" che di volta in volta sono gestori formali delle confezioni, poi diventano irreperibili e vanno a gestire altre attività.

Nel corso degli accertamenti sono state trovate anche società del tutto ignote al fisco e irregolarità sulla sicurezza sul lavoro reiterate in ditte già controllate e sanzionate. "I risultati dell'operazioni di oggi - ha aggiunto Nicolosi - purtroppo dimostrano che il percorso è ancora lungo per riportare le irregolarità a un livello almeno fisiologico". Oltre a imprenditori fantasma è stata trovata anche un'azienda fantasma, che risultava cessata ma continuava ad operare. Altre quattro, hanno aggiunto gli inquirenti, risultavano sconosciute al fisco.

Il sostituto Gestri ha detto che grazie alle perquisizioni si potrà darà un nome ai reali gestori di più della metà delle imprese controllate. Si procede in base al Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. La presenza di prestanome, infatti, rende spesso inefficaci le sanzioni irrogate alle aziende, sia sotto il profilo della sicurezza sul lavoro ma anche sotto il profilo fiscale. "Si tratta di reati di non particolare allarme sociale - ha spiegato Nicolosi - che però si portano dietro una serie di altri reati di notevole gravità, i falsi nell'ottenimento dei permessi di soggiorno, l'interposizione di professionisti (italiani, ndr) che operano senza curarsi della deontologia, la corruzione diffusa". Su questi fronti sta indagando la Procura, ha aggiunto il procuratore capo.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12103561:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/09/16/news/rossi-abbiamo-reagito-al-dramma-della-teresa-moda-1.12103561]]

La recente normativa sui processi in assenza degli imputati (il caso classico dei prestanome) rischiava di aggiungere la beffa al danno, perché l'imputato assente, hanno spiegato gli inquirenti, ha diritto alla sospensione del processo, e dunque si rischiava di trascinare sine die i procedimenti penali senza un esito certo.

"Per noi individuare il reale titolare di un'attività è fondamentale - ha spiegato il colonnello Farruggio - E' il punto di partenza per poi fare tutto il resto". La scelta di aprire quasi sempre ditte individuali, ha aggiunto il tenente colonnello Bruno Baldini, comandante del Nucleo di polizia tributaria, consente una gestione più agile e soprattutto la possibilità di aprire e chiudere in tempi brevi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12103891:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/09/16/news/cartoni-animati-per-insegnare-le-regole-ai-cinesi-1.12103891]]

Una nota di ottimismo è arrivata da Renzo Berti, responsabile del gruppo di lavoro dell'Asl, che ha spiegato come l'83% delle aziende controllate ha ottemperato alla prescrizioni, mentre dal settembre 2014 al giugno 2015 sono stati recuperati tre milioni e 600mila euro di sanzioni. L'importante, ha aggiunto, è che l'attività di controllo non si esaurisca col termine del piano triennale (primavera 2017), altrimenti l'attività finora svolta sarebbe vanificata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web