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Prato

Premiere Vision, Prato si è trasferito a Parigi

Barbara Burzi
Premiere Vision, Prato si è trasferito a Parigi

Ha aperto i battenti la maggiore fiera del mondo tessile. Quasi 2.000 gli espositori

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PRATO. Dopo Milano, tocca a Parigi ospitare il gotha del tessile italiano e non solo. Ha aperto i battenti nella capitale francese, Première Vision Pluriel, il salone dedicato ai tessuti, che nel calendario fieristico rappresenta uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della moda. I riflettori si accenderanno sulle collezioni autunno-inverno 2016-2017 in mostra al Parc des expositions di Parigi Nord Villepinte fino a giovedì 17 settembre. Nel giorno dell’apertura è prevista, nel primissimo pomeriggio, una cerimonia inaugurale, che sarà introdotta dal presidente della fiera francese Philippe Pasquet, il cui intervento sarà seguito da quelli di Caroline Rush, direttore del British Fashion Council; Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana; Chantal Malingrey, direttore marketing e sviluppo di Première Vision e Giusy Bettoni, consulente per l ’innovazione.

L’edizione prossima al via sarà caratterizzata da una maggiore sinergia dei sei saloni che costituiscono Pluriel: filati, tessuti, accessori, pelle, design e manifatturiero. Una strategia avviata nella scorsa edizione di febbraio e che sarà rafforzata in questa di settembre adottando una politica comune di marchio. Oltre a presentarsi come un unico grande salone, la fiera parigina quest’anno radunerà 1924 espositori provenienti da 57 diversi paesi e disposti su una superficie di oltre 5.500 metri quadrati. In crescita le aziende che si presentano a Première Vision per la prima volta: 154 contro le 130 di settembre 2014. Italia e Francia costituiscono la fetta più grande della torta in termini di numero di espositori portando a Parigi, rispettivamente, 732 e 252 aziende. Tra i paesi più rappresentati al salone ci sono anche il Regno Unito con 144 aziende espositrici, Turchia (142), Spagna (99), Portogallo (54), Giappone (48), Germania (46), Corea del Sud (40) e Stati Uniti (40). In visita agli stand sono attesi oltre 62mila visitatori (la scorsa edizione di settembre 2014 ne ha registrati 62.431, il 73% dei quali internazionali).

Per gli imprenditori tessili del distretto, che sono circa un centinaio, si tratta di un evento irrinunciabile: trattandosi dell’ultima fiera in programma in Europa (il prossimo appuntamento è con Milano Unica Cina a ottobre) è anche l’occasione per incontrare clienti lontani, orientali e americani, e capire se la tendenza di forte interesse sulle collezioni registrata al salone di Milano unica sarà confermata.

 

 

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