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«L’accorpamento è un errore»

«L’accorpamento è un errore»

Giusti, presidente della Camera di Commercio: «Porterà solo disagi e inefficienza»

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PRATO. Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio di Prato, mette i puntini sulle “i”sugli accorpamenti di enti e istituzioni. «C'è una premessa - dice - ed è quella che, sì, effettivamente abbiamo iniziato l'unione con la Camera di Commercio di Pistoia ma perché la legge ce lo ha imposto. Di nostra volontà non l'avremmo fatto per il semplice motivo che non porta alcun vantaggio rispetto allo stato attuale». Chiarissimo il pensiero di Giusti che rincara la dose: «Si parla di accorpamenti unicamente dal punto di vista dei risparmi, per ottimizzare i costi ma questo non è certamente il presupposto giusto per dare più servizi alle imprese del territorio e in maniera più efficienti. Questo è possibile solo con la prossimità delle aziende all'ente». Le Camere di Commercio si sono trovate in brutte acque, dal punto di vista economico perché il governo ha dato un taglio netto (pari circa al 40%) ai diritti camerali. Da qui l'esigenza del ridimensionamento. «Che rischia - prosegue Giusti - di essere un flop in quanto ci viene chiesto di salvaguardare, come è giusto che sia, il personale (54 dipendenti a Prato ndr), sul quale però viene investito l'80 per cento delle risorse dell’ente. L'unica cosa che verrà tagliata è la dirigenza - continua Giusti - ovvero presidente, giunta e 23 consiglieri per i quali in un anno si spendono 50.000 euro. Ecco, questo sarà il risparmio a scapito però di una perdita di rappresentanza. Se si parla, come sembra, di eliminare i terminali del territorio delle Camere di Commercio, mi chiedo quale possa essere il limite: perché non pesare, allora, a un'unica Camera di commercio regionale o addirittura nazionale». La riposta viene, un'altra volta, direttamente da Giusti: «Per fare questo tipo di scelta c'è bisogno di avere le idee chiare sulle funzioni da svolgere. Siamo partiti con una trasformazione forte senza avere una sola indicazione su quello che le Camere di Commercio dovranno fare domani. Vorremo sapere cosa si aspetta governo dalle Camera di commercio perché ancora non si sa: o il ruolo degli enti cambierà o il semplice taglio degli organismi politici, che poi politici non sono, porterà solo disagi e difficoltà». C'è una spiegazione anche sulla scelta di Prato di avviare un processo di accorpamento con Pistoia e non con Firenze: «La scelta - conclude Giusti - è avvenuta per affinità di impresa, di territori e anche sul fronte degli obiettivi che le due dirigenze si sono dati, senza naturalmente escludere, un domani, uno sguardi verso altre realtà».

Cristina Orsini

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