Il dolore
Cadde per schivare una ragazza, chiuse le indagini
Si va verso il rinvio a giudizio della studentessa che attraversò la Declassata ed è accusata di aver provocato la morte di un motociclista. Immagini eloquenti nel video acquisito dalla Procura
PRATO. La mattina del 20 maggio scorso, poco prima delle 8, attraversò le due corsie della Declassata per raggiungere la sua scuola in via Reggiana. Riuscì a scansare diverse auto, alcune delle quali si fermarono nonostante la grande pericolosità e il fatto che ci fosse molto traffico. Quando era quasi dall'altra parte, la ragazza urtò un motociclista che stava entrando nella Declassata da un incrocio. L'uomo cadde rovinosamente a terra battendo il mento, procurandosi una lesione che si è poi rivelata mortale anche nella successiva autopsia.
Nonostante avesse il casco, Roberto Signore, pistoiese di 47 anni che si stava recando al lavoro, morì dopo dodici giorni di coma. Così, la denuncia per la diciottenne studentessa cinese si tramutò da lesioni ad omicidio colposo. In questi giorni il pubblico ministero Laura Canovai ha chiuso le indagini, confermando l'accusa di omicidio colposo. Per lei pare inevitabile la richiesta di rinvio a giudizio. La ragazza ha violato il codice della strada attraversando un'arteria di grande scorrimento (autostrade, superstrade, tangenziali), cosa che non si può fare.
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Il pm si è convinta della colpevolezza della giovane soprattutto dopo aver visionato i filmati delle due telecamere fisse installate sui ponti della Declassata. Da questi filmati appare chiaramente la dinamica dell'incidente: il motociclistica che si era appena immesso nella Declassata andava pianissimo e la giovane gli è caduta quasi addosso. Uno degli elementi che ha fatto discutere è stato il fatto che quel giorno la passerella sulla Declassata che unisce la fermata dell'autobus alle scuole di via Reggiana, fosse chiusa per un atto vandalico. Ma il Comune aveva predisposto un servizio navetta fino alle scuole. Il pm non ha ritenuto, pertanto, di coinvolgere altri eventuali responsabili. La famiglia di Roberto Signori è assistita dall'avvocato Paolo Cappelli, mentre la giovane cinese è difesa da Federico Febbo.
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