Sicurezza
Insegnanti nel limbo «La cattedra c’è e restiamo precarie»
La paradossale situazione delle docenti di spagnolo che anche quest’anno dovranno sperare nelle supplenze
PRATO. La cattedra di spagnolo c’è ma non fa gola più di tanto. Almeno, non agli aspiranti al ruolo di prima fascia, quelli che hanno già accettato la nomina della fase A. Paradossi nell’era della riforma della "Buona Scuola" targata Renzi: a suonare stavolta è la carica di esclusi dalle Gae (graduatorie ad esaurimento) e quindi potenziali assegnatari del ruolo. E' il popolo degli abilitati con Pas (percorsi abilitanti speciali) o Tfa (tirocini formativi attivi), non contemplati nel piano assunzioni, che barcolla nel limbo di una seconda fascia delle graduatorie di istituto che significherà per loro l’ennesima supplenza annuale. E l’insegnamento dello spagnolo, da questo punto di vista, sembra quasi tradursi in una condanna al precariato a vita. Lo status di prof supplente di spagnolo è una costante nelle vite di Luisa, Delia e Serena.
«Nelle Gae la lingua spagnola è esaurita da tre anni – racconta Luisa Bessi, che insegna spagnolo da dieci anni, di cui gli ultimi cinque dietro la cattedra delle medie “Buricchi” - Due colleghi hanno preso il ruolo 3 anni fa. L'assurdità è che le ore di spagnolo ci sono, gli abilitati anche ma siamo stati messi in seconda fascia e dunque non compresi nel piano assunzioni».
A Prato esistono due cattedre di lingua spagnola alla secondaria di primo grado, ripartite fra le scuole "Buricchi", "Fermi", "Convitto Cicognini" e "Convenevole": un pacchetto settimanale di appena due ore di insegnamento.
Come Delia e Serena, Luisa s’è abilitata nel 2014 con i Pas spendendo fior di quattrini ma non ha potuto candidarsi alle fasi del Piano straordinario delle immissioni in ruolo. Anche quest’anno la professoressa Bessi tornerà a salutare con il solito “Buenos dias” i suoi alunni delle “Buricchi” perché, come racconta, «di prima fascia non c'è nessuno e non è arrivato nessuno con il ruolo da fuori».
Occhi puntati sugli ingressi della fase B, la seconda prevista dal piano assunzioni della “Buona Scuola” che potrebbe far arrivare docenti da fuori Prato (si saprà oggi) anche se una deroga prevista dalla legge 107/2015 dà la possibilità ai docenti che hanno in mano una supplenza annuale di rimandare all’anno successivo la presa di servizio definitiva nella nuova sede.
«Per la fase A c’erano solo 17 domande per spagnolo in tutta Italia», racconta Delia Citriglia, precaria dal 2007 con abilitazione Pas dall'anno scorso, una supplenza annuale che si rinnova puntualmente ogni settembre e che quest’anno la farà lavorare nuovamente al “Dagomari”. «Sono abilitata come i colleghi delle Gae e ho speso per abilitarmi ma non ho diritto al ruolo, soltanto per una questione anagrafica. Quando mi laureai io erano state chiuse le Ssis (scuole di specializzazione, ndr) per abilitarsi e per lo spagnolo il concorso del 2012 non venne fatto. Meno male che l'ultima sentenza della Corte di giustizia europea obbliga l’Italia ad assumere tutti i precari della scuola con 36 mesi di servizio…».
Per gli insegnanti di seconda fascia le convocazioni sono attese il 16 settembre all’istituto Buzzi, quindi dopo il ritorno in classe degli studenti. E tutti gli anni è sempre la stessa musica anche per Serena Venturi che da quattro anni insegna spagnolo alle “Fermi”. «Nel caso di spagnolo e matematica ci sono cattedre libere, eppure il posto fisso non ci spetta nonostante l’abilitazione. Ogni anno, di questo periodo, sento tremare la terra sotto i piedi. Non resta che aspettare che il Miur bandisca presto un nuovo concorso riservato però stavolta solo agli abilitati».
Maria Lardara
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
