Proteste
Carlesi dà l’ultimatum a Publiacqua
Il consigliere comunale sulle perdite: «Situazione paradossale, servono interventi. E a Pistoia diano quella di Gida»
PRATO. Massimo Carlesi, presidente dela quarta commissione del Consiglio comunale, dà l'ultimato a Publiacqua: «Deve investire per dare un servizio maggiore ai cittadini. Non si può più tollerare questa situazione: in una parte della città manca l'acqua, ma la falda acquifera è sempre più alta. È un controsenso».
Una situazione paradossale a cui però, secondo Carlesi c'è un rimedio, che tra l'atro era già stato ipotizzato la scorsa primavera durante una seduta della commissione a cui hanno partecipato alcuni dirigenti di Publiacqua. «Bisogna procedere con urgenza alla distrettualizzazione della rete in modo da riequilibrare la pressione e garantire un servizio a tutti. A questo si aggiunge la possibilità di riattivare alcuni pozzi che attualmente sono chiusi. Con questa operazione la falda acquifera si abbasserebbe di almeno 1,5 metri evitando così ulteriori problemi agli utenti. Infine è necessario che Publiacqua investa nell'ammodernamento della rete, soprattutto nei punti di allacciamento con le utenze. E' qui che si verificano le maggiori perdite. Rattoppare non serve ed è antieconomico».
Un suggerimento anche per quanto riguarda la gestione dell'acqua verso Pistoia. «Prato convoglia una parte della propria acqua, che arriva dai pozzi posti nella parte sud della città e in piccola parte dalla Val di Bisenzio, verso Pistoia che la utilizza soprattutto per irrigare i vivai. Invece di utilizzare l'acqua dell'acquedotto si potrebbe creare un collegamento con il depuratore della Gida e coinvogliare quest'acqua verso i vivai, ottenendo così un risparmio di quella potabile».
Carlesi nel mese di ottobre inviterà nuovamente Publiacqua a partecipare ad un incontro della quarta commissione. «Spero che ci siano risposte concrete, di tempo se ne è perso fin troppo».
Intanto si moltiplicano le denunce di perdite di acqua in tutto il territorio: in via delle Pollative l'acqua sgorga da oltre un mese senza che nessuno intervenga, stessa situazione in via Verzoni. Mentre a Chiesanuova e a Santa Lucia manca l'acqua. «Ho segnalato il problema - denuncia un residente - ma mi risponde sempre una voce registrata che annuncia problemi di approvvigionamento per il crescente numero di utenze. In altri termini l'impianto non regge eppure le tariffe a Prato sono fra le piú alte d'Italia». I cittadini si lamentano per l'inefficienza di Publiacqua che riceve le segnalazioni, anche scritte, ma poi non interviene.
Secondo una nota di Publiacqua nella provincia di Prato a luglio sono stati fatti 86 interventi, pari all'80% delle chiamate. Di questi, 75 sono stati effettuati entro 5 giorni dalla segnalazione. Il criterio di intervento viene organizzato secondo uno schema preciso: la pericolosità, quindi le perdite sulle rotonde vengono risolte per prime, poi la mancanza di acqua e infine le perdite vicino alle abitazioni.
«I problemi che si sono verificati a luglio, nella quasi totalità dei casi - spiega una nota di Publiacqua - sono stati provocati da guasti o malfunzionamenti di reti ed impianti di per sé non eccezionali ma che, proprio per il delicato equilibrio dei sistemi acquedottistici locali di questi giorni, hanno magari necessitato di tempi più lunghi del consueto per il ripristino del normale approvvigionamento, problemi temporanei che nella maggior parte dei casi hanno infatti interessato acquedotti collinari o frazioni acquedottisticamente più fragili».
Alessandra Agrati
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