Il Tirreno

Prato

Il Comune chiede aiuto a Chechi per salvare l'Etruria

Jury Chechi in allenamento alla palestra Etruria nel 2004
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Jury Chechi in allenamento alla palestra Etruria nel 2004

Trovati i fondi per la ristrutturazione (800.000 euro), ma si vuole evitare di pagarne altri 400.000 al Coni per l'acquisto dell'immobile

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PRATO. Grandi manovre per riuscire a salvare la palestra Etruria, in pieno centro storico, vecchia gloria della ginnastica pratese dove per decenni sono passati giovani atleti alcuni dei quali - Jury Chechi, "il signore degli anelli"tanto per fare un nome o Marta Pagnini "la farfalla" tanto per farne un altro - sono poi diventati olimpionici. Ed è appunto a Jury Chechi, primo figlio blasonato di quella palestra che è un pezzo di storia pregiata di Prato, che il sindaco Matteo Biffoni e il consigliere delegato allo Sport Luca Vannucci, hanno chiesto consiglio per sbrogliare la matassa: acquisire dal Coni, che ne è proprietario, la struttura praticamente a costo zero - la formula sarebbe quella del comodato gratuito - per poi rimetterla nuovo. I soldi per l'investimento il Comune li ha trovati: un gruzzolo di 700/800mila euro - perché tanto ci vuole per rimettere in pista la "vecchia signora" - per ristrutturazione, ripristino, accomodatura, sostituzione degli attrezzi, rifacimento delle fognature, dei bagni e quanto d'altro occorre. Ed è tanto. L'idea del progetto è ormai nota: al piano terra ricostruire una palestra attrezzata per la ginnastica (ritmica, artistica e a corpo libero), al primo piano creare un tempio della boxe. Un 'idea realizzabile solo se il complesso di via Santa Caterina verrà affidato al Comune evitando la spesa di acquisto, quei 400.000 euro che invece il Coni vorrebbe.
 

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