Attenzione
Profughi nelle parrocchie: la volontà c'è, gli spazi mancano
I sacerdoti di Prato hanno accolto positivamente l'appello lanciato da Papa Francesco ma il problema è che nelle canoniche è difficile poter offrire accoglienza
PRATO. I sacerdoti pratesi accolgono positivamente l’appello di Papa Francesco che invita ogni parrocchia ad accogliere una famiglia di migranti. Quindi l’intenzione c’è da parte di tutti i religiosi. Il problema che si pone, però, è quello dal punto di vista logistico. Non tutte le parrocchie, infatti, hanno gli spazi per poter accogliere i profughi. Come quella di San Paolo a Stagnana che, pur essendo grande dal punto di vista dei fedeli (oltre cinquemila), non ha strutture in grado di poter far fronte ai migranti.
“Qui da noi non è possibile – spiega il parroco don Jean Jacques Ilunga – Non c’è un posto dove poter accogliere le persone. Se poi ci sarà qualche fedele che ha strutture e si dice pronto per farlo come parrocchia saremo ben felici di venirgli incontro con il nostro sostegno”. Il fatto che gli spazi della canonica di San Paolo siano piccoli lo dimostra il fatto che il vice parroco non abita lì proprio per mancanza di posto. “L’appello del Papa – conclude don Ilunga – è l’appello del Vangelo”.
Anche a Cafaggio la situazione è la stessa. “Vanno considerati gli spazi logistici”, dice il parroco don Massimo Malinconi che fra un mese andrà a Mezzana. Per don Massimo quello lanciato dal Pontefice è un appello giusto ma prima di tutto c’è da capire il discorso degli spazi che le parrocchie hanno a disposizione. L’invito del Santo Padre trova, quindi, tutti d’accordo.
“Sono sicuro che Prato potrà fare tanto e ci saranno dei buoni sviluppi – sottolinea don Marco Natali parroco di San Bartolomeo al Mercatale – La nostra parrocchia nel corso degli anni ha aiutato i senza casa – aggiunge il sacerdote – Io, ad esempio, non abito in canonica dove tutti i locali sono adibiti alla scuola per insegnare l’italiano a tutti quei ragazzi e ragazze stranieri che vivono nel territorio pratese. Ogni anno ospitiamo dai 500 ai 600 giovani per insegnare loro la nostra lingua. Ci sono africani, cinesi, pakistani. La scuola – spiega don Natali – è gestita dalla conferenza di San Vincenzo ed è un modo per integrare quanti ora vivono in Italia. La notte non dormono qui, ma le stanze della canonica dalla mattina alla sera sono sempre occupate. Quindi da noi non c’è la possibilità di poter ospitare i migranti per questo motivo”.
La diocesi di Prato accoglie favorevolmente l’invito di Papa Francesco ed il vescovo Franco Agostinelli spiega che per la diocesi stessa non si tratta di un inizio dato che prosegue un cammino partito da tempo con la prima emergenza profughi. Lo scorso anno il vescovo mise a disposizione Villa del Palco per accogliere i siriani e poi ci sono state altre strutture che, nel corso degli anni, sono state messe a disposizione per l’accoglienza come casa Madonna della Tenerezza a Cerreto oppure la canoniche di Sofignano e Savignano. Attualmente una cinquantina di profughi sono ospitati presso la ex scuola di Santa Caterina dei Ricci. La diocesi ha demandato la gestione di questa emergenza al “Santa Rita”.
Per quanto riguarda l’appello del Papa, dalla diocesi spiegano come i parroci che hanno a disposizione locali dove poter alloggiare i migranti si dovranno mettere in contatto con la Caritas. Al momento l’unica disponibilità è arrivata dalla parrocchia di Maliseti dove già ad agosto il parroco don Santino Brunetti ha accolto alcuni profughi. A Santa Lucia, invece, un abitante del posto ha informato il parroco dicendo di mettere a disposizione un suo appartamento per i profughi.
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