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Prato

Per due coppie pratesi finito l’incubo “multiproprietà”

Una veduta di Las Palmas (foto d'archivio)
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Una veduta di Las Palmas (foto d'archivio)

Prato, sentenza della Corte d’Appello: sciolto dopo 12 anni un finanziamento per un acquisto mai concretizzato. Non avendo mai versato le rate si erano visti anche pignorare le case

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PRATO. Hanno atteso dodici anni per avere giustizia. Alla fine è arrivata con una sentenza depositata il 30 luglio scorso con cui la Corte d'Appello di Firenze ha corretto, in loro favore, una precedente sentenza del tribunale civile di Prato.

Al centro della vicenda l'acquisto nel settembre 2001 (c'erano ancora le lire) da parte di due coppie pratesi, Francesca Grazzini e Aldo Checchi, Laura Tognarelli e Francesco Grazzini, di punti vacanza relativi ad appartamenti in multiproprietà alle Canarie. L'acquisto venne effettuato con un finanziamento erogato dall'allora Finemiro ( per Checchi-Grazzini la somma fu di 23 milioni e 500mila lire, per Tognarelli-Grazzini di 16 milioni e mezzo). Dopo pochi giorni dall'acquisto, col rilascio di un acconto di 500mila lire, le due coppie si accorgevano che l'atto sottoscritto non era "chiaro", l'oggetto dell'acquisto risultava indefinito, non essendo riportato correttamente il bene, i termini e la sede dell'immobile.

A questo punto parte il contenzioso legale. La società Viva Club (oggi Holiday Business Consulting), venne citata in giudizio dalle due coppie, assistite dall'avvocato Stefano Lenzi, perché il contratto di compravendita punti fosse ritenuto nullo, o comunque dichiarato risolto, con conseguente nullità e risoluzione del contratto di finanziamento sottoscritto ad hoc per l'acquisto dei punti. Insomma visto che il finanziamento era stato chiesto ed ottenuto per acquistare la multiproprietà, una volta rescisso il contratto sarebbe dovuto venire meno anche il finanziamento. Ma così però non è stato, almeno fino alla sentenza d'appello. Perché il tribunale di Prato con sentenza 119 del 2010 dichiarava la nullità del contratto di compravendita punti multiproprietà "per contrarietà alle norme imperative" (non sarebbe stato rispettato il diritto al ripensamento) condannando perdipiù la società multiproprietaria al pagamento dei danni. Il tribunale però non risolveva né dichiarava nullo il contratto di finanziamento condannando le due coppie pratesi al pagamento dell'intero importo finanziato oltre alle spese legali. Da qui la decisione di ricorrere in appello.

La Neos Finance (già Finemiro) però non attendeva l'esito del secondo grado e procedeva al pignoramento dell'immobile di proprietà dei signori Checchi. Per evitarne la vendita si ricorreva al pagamento di 60mila euro in 18 mesi. Una beffa aggravata dal fatto che, non avendo corrisposto le rate del finanziamento a causa del contenzioso, venivano iscritti nel "registro dei cattivi pagatori". Il lieto finale è però arrivato cinque anni più tardi.

Lo scorso luglio la Corte d'Appello di Firenze con sentenza 1335/2015 ha riconosciuto le ragioni delle due coppie dichiarando nullo anche il contratto di finanziamento sottoscritto a suo tempo con la finanziaria, disponendo così la restituzione di quanto corrisposto.

La Corte d'Appello ha applicato di fatto il principio del cosiddetto "contratto collegato" che prevede, in caso di nullità del contratto principale (quello di acquisto del bene, sia un televisore, un'auto o una multiproprietà) è da ritenersi non valido e quindi nullo anche quello di finanziamento. La beffa finale, stavolta, è toccata alla Neos Finance (oggi Intesa Sanpaolo Personal Finance) che non potrà recuperare l'importo a suo tempo versato alla società Hbc per l'acquisto dei punti vacanza della multiproprietà in quanto in appello non ha ripresentato la domanda.(g.c.)

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