Il Tirreno

Prato

Gida, il nuovo inceneritore non si farà

L’integrazione alla Via depositata in Regione fuori tempo massimo e archiviata

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PRATO. Il nuovo inceneritore di Gida non si farà. Almeno non in tempi brevi. La Regione, infatti, ha archiviato l’integrazione alla valutazione di impatto ambientale perché arrivata fuori tempo massimo. Una pratica costosa (circa 100.000 euro) ma sfortunata quella affidata dai vertici di Gida allo studio romano Massaro, bocciata una prima volta da Asl e Arpat per incompletezza, affidata nuovamente per le integrazioni allo stesso studio che però avrebbe dovuto finire le indagini e consegnare la Via entro il 7 luglio scorso. Così non è stato, l’indagine sull’Impatto ambientale del nuovo termovalorizzatore che avrebbe dovuto sostituire l’attuale, vecchio di 30 anni ma ancora pienamente funzionante, è stata depositata il 30 luglio scorso, con 23 giorni di ritardo. Dunque, nulla da fare, procedura archiviata. E anche se la comunicazione ufficiale delle decisioni della Regione, non è ancora arrivata a Comune e Gida, ma si sapeva che la bocciatura era nell’aria, già si pensa a come risolvere questo ulteriore pasticcio. Presto sarà convocata una riunione tra Comune e soci di Gida (Consiag e Unione Industriali) per decidere il nuovo piano industriale - se valga cioè la pena ripresentare la Via integrata in una fase successiva - e per fare anche una riflessione sulla governance attuale. Nessun problema comunque sulla funzionalità del vecchio inceneritore che continuerà a bruciare i residui dei fanghi avendo ultimamente ottenuto dalla Provincia l’autorizzazione a funzionare per altri sedici anni.

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