Il dolore
Dietrofront sulle maestre precarie
Dopo una circolare del Ministero le 50 educatrici con più di 36 mesi di servizio sono state ripescate scalzando le altre
PRATO. La chiamano circolare "salva-precari". Il ministro Madia l'ha partorita nella notte fra mercoledì e giovedì: una manna dal cielo per 50 educatrici precarie del Comune di Prato che erano state escluse dalle nomine annuali nei nidi e nelle materne.
Avevano rischiato di perderla, avendo superato i 36 mesi di servizio, ovvero il tetto fissato da una sentenza della Corte di giustizia europea (novembre 2014) contro l'abuso dei contratti a tempo determinato. Un sospiro di sollievo per le maestre con maggiore anzianità che rischiavano di vedersi scavalcate dalle colleghe posizionate nelle fasce più basse della graduatoria, una doccia fredda per queste ultime perché nel frattempo, prima che la circolare intervenisse per sbloccare l'assunzione di personale precario da oltre 36 mesi, il Comune si era già organizzato convocando per mercoledì 2 settembre le educatrici precarie dalla 60esima posizione in giù della graduatoria per la firma della supplenza annuale. Insomma, una questione delicata.
Nell'era della "Buona Scuola" di Renzi va in scena così un'altra puntata della guerra fra poveri per la certezza di un lavoro sicuro fino a giugno o a luglio 2016. Se da una parte è giunto il lieto fine dei precari storici, il dietrofront obbligato dell'amministrazione che aveva già convocato le maestre precarie senza i 36 mesi di anzianità rischia di alimentare altri malumori. Anche perché queste figure erano già state individuate la settimana scorsa come "idonee" per il servizio e lunedì 7 avrebbero dovuto firmare il contratto vero e proprio.
«Alcune di loro - racconta Giovanni Iorio, segretario della Fp Cgil pratese - rischiano di essere penalizzate perché nel frattempo avevano dato le dimissioni dalle strutture private in cui lavoravano: qualche educatrice si è già rivolta al sindacato. La circolare del dipartimento della Funzione Pubblica - puntualizza il sindacalista - ha chiarito l'interpretazione da dare alla normativa che regola la durata dei rapporti a tempo determinato».
Il cambio di prospettiva è avvenuto nell'arco di pochi giorni fino a consumarsi nella "svolta" che ha salvato il posto alle precarie "storiche". «Siamo sempre state al telefono per tenerci aggiornate - racconta una di loro che va avanti a furia di supplenze annuali dal 2008 (preferisce rimanere nell'anonimato) - tanto che fra martedì e mercoledì (della settimana scorsa, ndr) avevo firmato già per alcune ore di supplenza alla materna e al nido. Già giovedì mattina correva già voce dell'intervento del Governo sullo sblocco delle assunzioni». Alle precarie storiche, quelle in cima alla graduatoria, rimanevano in pratica solo le "briciole" di qualche ora di supplenza quando in realtà la “ratio” della sentenza della Corte europea puntava alla tutela di questi lavoratori. Ma per tanti si è tradotta in un pretesto per non riconfermare gli incarichi annuali (come a Roma per esempio ove la protesta delle escluse ha fatto rumore). Tra le righe di una determina dirigenziale del 27 luglio il Comune di Prato specifica che «si dovrà procedere ad assumere le persone presenti in graduatoria fino alla concorrenza del limite massimo dei 36 mesi», attingendo dalla vecchia graduatoria (l'ultimo concorso risale a dieci anni fa). A quando la stabilizzazione di chi lavora da anni per l'amministrazione e vede reiterarsi tutti gli anni il contratto? Per il bando di concorso (per 6-7 posti) è solo questione di giorni: di certo riserverà una via preferenziale alle precarie storiche dei nidi e delle materne che, a quanto si vocifera, dovrebbero saltare la prova selettiva. Il ruolo può ancora attendere.
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