Attenzione
Un mercato virtuale per raggiungere i clienti più lontani
E’ il nuovo progetto di Pratotrade al via dalla fine dell’anno Il presidente: «Per far meglio ci serve più intraprendenza»
PRATO. Dopo un periodo grigio, il tessile pratese torna a vedere rosa. Non si tratta solo di un cambio di prospettiva, ma del risultato di un lungo lavoro fatto di promozione all’estero e di una ritrovata collaborazione tra imprenditori, nel tentativo di valorizzare i punti di forza. Un ruolo importante in questo cambio di passo è quello giocato dal Consorzio Pratotrade, il cui presidente Roberto Rosati (lanificio Fortex) non vuole prendersi meriti, tranne quello di aver cercato di riportare l’entusiasmo nel gruppo dopo dieci anni di crisi.
«Le cose nel tessile stanno migliorando - dice- ma potrebbero andare molto meglio se ci fossero più coraggio e intraprendenza».
A che punto è il progetto del marketplace Prato Expo? «Alla fine di luglio si è costituita la società che gestirà Pratoexpo.com, il portale dove i lanifici pratesi potranno vendere i tessuti già pronti in stock service. Nelle prossime settimane le aziende che hanno aderito all’iniziativa provvederanno a inserire i tessuti in questa vetrina, subito dopo averli analizzati e certificati uno per uno. E’ un lavoro abbastanza lungo che richiederà ancora del tempo. Il nostro obiettivo è uscire in rete entro la fine dell’anno».
Quante aziende entreranno a far parte del marketplace?
«Si parte con la partecipazione di tutti gli aderenti al consorzio Pratotrade, ovvero con 41 aziende produttrici di tessuti, e un’altra decina in lista pronte ad essere accolte. A suscitare l’interesse degli imprenditori sono le potenzialità di questo strumento che permetterà ai lanifici pratesi di proporsi a decine di migliaia di possibili clienti, anche a quelli che non si relazionano in modo tradizionale con le aziende perché troppo lontani da raggiungere o troppo piccoli per andare in giro per fiere».
Quali altre iniziative avete in ponte?
«In questo momento tutte le nostre forze sono concentrate nella realizzazione del portale che non è solo un canale di vendita, ma un nuovo strumento di aggregazione tra imprese, che contiene il seme del futuro di Prato. Come presidente del Consorzio il mio impegno è quello di favorire una maggiore collaborazione tra imprenditori, allo scopo di lavorare di più insieme. Dalla fine di Prato Expo come fiera ogni azienda si è isolata dalle altre; l’obiettivo di questo portale invece è quello di riportare gli imprenditori a parlarsi e a scambiarsi informazioni». Guardando ai prossimi appuntamenti fieristici, la California è ancora nei progetti dei pratesi?
«L’idea di andare a Los Angeles è sfumata. La proposta non è stata ben accolta dagli imprenditori, i quali ritengono che sia un po’ prematuro partecipare a una fiera in California. Vogliono prima aspettare che gli americani si accorgano del deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro per sfruttarne tutti i vantaggi».
D’ora in poi su quali leve intendono agire le aziende del Consorzio per far ripartire il mercato della produzione?
«Dal 2000 il mondo predica attenzione verso l’ecologia e la sostenibilità, ma questa dichiarazione di intenti non si è mai tradotta in un interesse di tipo commerciale. Negli ultimi due anni qualcosa però è cambiato: i grandi attori del mondo della moda, produttori di abbigliamento, hanno cominciato a investire più soldi nelle pratiche di produzione sostenibili nelle quali siamo di gran lunga all’avanguardia. In questo campo siamo il distretto più apprezzato al mondo, grazie al nostro sistema di controllo di smaltimento acque reflue e a una lunga esperienza con i materiali rigenerati».
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