Sicurezza
Arriva lo shaboo a Prato, è la droga dei lavoratori-schiavi
La polizia di Firenze ha arrestato due cinesi di 23 e 34 anni, residenti a Prato, mentre ritiravano dei pacchi da uno spedizioniere fiorentino, contenenti la metanfetamina. La droga, del valore di oltre mezzo milione, era nascosta dentro due telefoni
PRATO. Era occultato in due telefoni contenuti in un pacco spedito dalla Cina a Firenze, lo shaboo sequestrato dalla polizia di Firenze nell'ambito di controlli che hanno portato anche all'arresto di due cittadini cinesi. Dalla sostanza recuperata si sarebbero potute ricavare circa 10 mila dosi, rivendute a un prezzo medio di circa 50-60 euro, per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro.
Al momento indagini sono in corso per stabilire la destinazione finale della droga sintetica ma pare che fosse diretta sul mercato pratese. Tra le numerose ipotesi al vaglio, quella che la sostanza, grazie alle sue proprietà eccitanti e per il grosso quantitativo, non fosse venduta solo per gli "sballi del sabato sera" ma fosse utilizzata anche dagli operai cinesi impiegati nei laboratori del distretto parallelo per aumentare le prestazioni lavorative. Questo tipo di droga, infatti, ha un effetto stimolamte che può durare anche 15 ore.
Il pacco sequestrato, inviato tramite corriere espresso, è stato individuato come sospetto dagli investigatori, impegnati in controlli volti a monitorare le spedizioni di droghe sintetiche dall'Asia. I poliziotti della sezione antidroga della squadra mobile hanno atteso che fosse ritirato, poi hanno fermato, presso uno spedizioniere della periferia di Firenze, i due destinatari, un cinese di 34 anni e un 23enne cinese nato in Italia, entrambi residenti a Prato.
Lo shaboo era nascosto in due telefoni di plastica, riproduzioni di modelli antichi. Si tratta di grandi cristalli di metanfetamina con un forte effetto stimolante del sistema nervoso, spesso usata per aumentare la capacità di attenzione e diminuire le sensazioni di fame e stanchezza. Nell'abitazione del 23enne gli investigatori della Mobile e polizia postale hanno inoltre trovato l'occorrente per la clonazione di carte di credito, tra cui oltre 400 tessere magnetiche, una macchina punzonatrice, uno skimmer e un pc.
"Si tratta di un ritrovamento anomalo - ha affermato il questore di Firenze Raffaele Micillo -, di una droga molto pericolosa che può avere effetti imprevedibili.Stiamo lavorando - ha concluso - per capire quale fosse la destinazione".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
