Lutto
Sindacati all’attacco dei vertici della Popolare di Vicenza
Prato, i bancari di Cisl e Cgil chiedono “la testa di chi ha condotto a questi risultati disastrosi" riferendosi all'annunciata perdita di un miliardo di euro
PRATO. Il coordinamento dei sindacati della Bpvi - Fabi First Cisl e Fisac Cgil - chiede le “teste”"di chi ha condotto a questi risultati disastrosi con conseguente azione di responsabilità" e una veloce ripulitura "dei numeri del bilancio" e la salvaguardia "dei colleghi che hanno operato con dedizione e competenza senza ricevere alcun tipo di incentivo o di premio a pulizia non soltanto nei numeri». Durissima la reazione delle organizzazioni sindacali dopo l’annuncio dei vertici della Popolare di Vicenza di perdite per un miliardo di euro e la necessità di una ricapitalizzazione di un miliardo e mezzo.
"In estrema sintesi - scrivono in un comunicato - i risultati del semestre conseguono in gran parte all’ispezione Bce che ha rilevato finanziamenti correlati per l’acquisto di azioni Bpvi per circa 1miliardo. Ci fa male apprendere l’entità delle operazioni “correlate”, su un patrimonio di circa 3,7 miliardi. Ci fa ancora più male - proseguono - dato che in tempi non sospetti (ottobre 2012 ndr) i sindacti avevano diffidato, mediante la lettera allegata, la direzione generale dal mettere in atto prassi aziendali in palese violazione delle norme civilistiche e dei regolamenti aziendali sulla negoziazione di azioni di propria emissione".
"Ci fa ancor più indignare che le pressioni commerciali improprie esercitate sulla rete - aggiungono - sono state uno dei motivi su cui il sindacato ha chiamato nell’aprile 2013 alla mobilitazione tutti i colleghi del Gruppo Bpvi". Non solo: "In un incontro avvenuto in tempi recenti (febbraio 2015 ndr), su specifica richiesta delle organizzazioni, la direzione aveva assicurato che il Fondo riacquisto azioni proprie era capiente e che erano stati superati brillantemente gli stress test".
I rappresentanti di Cgil e Cils hanno chiesto un incontro urgente al direttore generale della Popolare di Vicenza: "A lui vogliamo dire subito e con forza che non accetteremo - proseguono - che la “cura dimagrante” ricada esclusivamente sui colleghi. Sono ben altri i tagli e le razionalizzazioni da fare. La fiducia deve essere conquistata con i fatti, giorno per giorno". E concludono: "Per troppi anni ci è stata chiesta fiducia in nome di una Banca nella quale abbiamo creduto e che ci ha tradito come dipendenti e come soci. Il tempo della fiducia è finito. Nessun mandato in bianco per il futuro. I dipendenti, in qualità di soci, possono dire la loro nella prossima assemblea".
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