Il Tirreno

Prato

Arrestati per spaccio di hashish una coppia e un ragazzo

L'hashish, i soldi e i cellulari sequestrati
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L'hashish, i soldi e i cellulari sequestrati

I carabinieri di Vernio hanno "pizzicato" prima un giovane di Prato che guidava "zigzagando" sulla 325, dalla perquisizione sono emersi i primi 100 grammi di droga, da lui gli investigatori sono risaliti a marito e moglie di  Cantagallo

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PRATO. I carabinieri della stazione Vernio hanno arrestato tre persone per spaccio di stupefacenti.
La sera del 31 agosto i carabinieri della stazione valbisentina hanno messo alle manette ai polsi a tre trentenni, due coniugi di Cantagallo ed un uomo di Prato, per detenzione a fini di spaccio di hashish.

I militari hanno fermato il giovane pratese a Cantagallo, in località Dogana il Pucci, perchè alcuni cittadini avevano segnalato un auto che procedeva a forte velocita’ “zizagando” lungo il tragitto. Una volta fermato, il giovane, molto agitato, è stato perquisito ed è stato trovato in possesso di un panetto di circa 100 grammi di droga. Nella sua abitazione a Prato, inoltre, sono stati poi trovati altri residui di hashish e un bilancino di precisione.

A seguito delle indagini compiute subito dopo il fermo, sono emersi collegamenti sull'attività di spaccio tra il giovane pratese e due coniugi, anche loro sui trent'anni, residenti a Cantagallo. Il marito è già sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali. All'interno dell’abitazione della coppia, anche grazie all’intervento di una unità cinofila dei carabinieri di Firenze, sono stati trovati e sequestrati altri 200 grammi di hashish suddivisi in 20 ovuli e cinquemila euro in contanti, verosimilmente provento dell'attivita' di spaccio. Sequestrati anche alcuni telefoni cellulari con numeri che gli inquirenti ritengono di clienti e fornitori.

Oggi, martedì 1 settembre, si è svolto il processo per direttissima in tribunale a Prato. Il giudice D'Addario ha convalidato le misure cautelari per i tre imputati, l'obbligo di firma per la donna di Cantagallo e il giovane pratese e i domiciliari per il marito. Poi ha rinviato il processo al 9 settembre, concedendo i termini a difesa chiesti dai legali Enrico Guarducci e Elena Gori.

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