Il Tirreno

Prato

Strade e rotonde dissestate parcheggi inutili e vuoti

Francesco Albonetti
Strade e rotonde dissestate parcheggi inutili e vuoti

Prato, oltre alla solita spazzatura, nella zona tra Soccorso, San Giusto e Fontanelle si notano vie senza sfondo e aree di sosta che attirano solo carovane di nomadi

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PRATO. Strade dissestate, rotonde "esplose" per il continuo passaggio di auto, parcheggi deserti, realizzati come cattedrali del deserto in zone dove se ne stenta a comprendere la necessità. Il degrado urbano non passa solo attraverso la spazzatura sui marciapiedi o fuori dai cassonetti, dalle discariche abusive e le perdite d'acqua. La nostra caccia al degrado estivo nelle periferie pratesi, iniziata con la zona est e Mezzana, giunge alla quarta puntata dedicata ad un'ampia fascia di periferia a sud-ovest della città.

Una zona che, a tratti, si fonde con lembi di campagna rimasti ancora fuori dall'urbanizzazione. Si parte dal Soccorso per toccare le frazioni di Grignano e Cafaggio. Poi un salto a Fontanelle con puntata fino al lembo nord delle Cascine di Tavola, lato Pavoniere. Quindi, ritorno al Soccorso per proseguire verso San Giusto, villaggio Gescal e Parco Prato. In questa fascia di città la situazione rifiuti non è drammatica come in altre (vedi la zona di San Paolo a cui abbiamo dedicato il terzo reportage). Ma gli "angoli brutti" non mancano e ogni stradina appena un po' infrattata rispetto agli sguardi e alla vigilanza cittadina fornisce l'occasione a qualcuno per trasformarla nella propria discarica personale.

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Pneumatici e mobili in via Verona (Soccorso). Siamo nella zona del Soccorso, che lo stradario dedica alle città italiane. La nostra auto entra quasi per caso in via Verona, la cui insegna su marmo peraltro è occultata da un segnale verticale di stop. Qui c'è una fila classica di cassonetti per la raccolta differenzata, distanti dal muro di una fabbrica un metro o poco più. Dietro ai cassonetti, una catasta di vecchi cassettoni sui quali, ciliegina sulla torta, sono stati scaraventati almeno tre pneumatici d'auto. C'è spazio anche per una vecchia pedana di legno, sfalci verdi residui di potatura e una vasca di vetro lunga circa un metro, probabilmente un acquario per i pesci, di quelli utilizzati nelle case e nei ristoranti.

Un uomo parcheggia e scarica sacchi neri. Siamo fortunati, perché mentre ci accingiamo a ripartire da via Verona, arriva un uomo con un'auto. Parcheggia proprio di fianco ai cassonetti, apre il cofano, estrae tre grossi sacchi neri e li va ad ammucchiare sopra le altre amenità. L'impressione è che siano scarti tessili, ma non è detto. L'individuo in questione non è cinese.

Degrado in via dei Casini. Al di là del nome, la via situata in un agglomerato di palazzine e capannoni fra Grignano e Cafaggio non ha niente di particolarmente degradato. Tranne che nei pressi di una cabina Enel, dove un materasso e vario sudiciume si aggiungono alle poco edificanti scritte e graffiti disegnati sul muro e sullo stesso portone della cabina.

Strada e parcheggio dissestati. Percorriamo via Traversa il Crocifisso fino all'incrocio per le Cascine di Tavola. Proprio qui, la strada di accesso presenta buche e avallamenti enormi. Anche il parcheggio fra i giardino pubblico (totalmente assolato) e l'ingresso del parco avrebbe bisogno di una sistemata generale. L'impressione è che quando piove un po' più forte, sia quasi impossibile accedere a questa zona, che si trasforma in un lago.

S. Giusto: sporcizia varia, vie e rotonde dissestate. Dirigendosi dal Soccorso verso S. Giusto e il villaggio Gescal, notiamo subito un paio di cassonetti stracolmi di materiale tessile e un bel po' di spazzatura all'esterno di una palazzina di via Del Gelso. Al villaggio, colpiscono alcune strade davvero dissestate: sembra che non vengono asfaltate non da anni, ma da decenni. Lungo il marciapiede e il parcheggio davanti alla scuola don Milani, c'è un discreto concentrato di cartacce e sudiciume vario. Andando verso Parco Prato, sulla via Reggiana, notiamo una rotatoria mezza disfatta, coi "sanpietrini" completamente saltati, a causa del passaggio di auto e furgoni. Proprio di fronte c'è un parcheggio, uno dei tanti in questa zona, la cui funzione non è ben chiara. Il parcheggio infatti, che è anche bello grande, è praticamente deserto, salvo ospitare quattro roulotte di nomadi.

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