Proteste
Per quaranta educatrici dei nidi soltanto supplenze
Piove sul bagnato per la pattuglia di educatrici precarie storiche che da anni lavorano nei sette asili nidi e nelle sette scuole materne che fanno capo al Comune di Prato
PRATO. Piove sul bagnato per circa quaranta educatrici precarie storiche che da anni lavorano nei sette asili nidi e nelle sette scuole materne che fanno capo al Comune di Prato. Hanno maturato oltre 36 mesi di servizio e dunque, alla luce di una sentenza della Corte europea sull'abuso dei contratti a tempo determinato (26 novembre 2014), dovrebbero essere assunte a tempo indeterminato dal Comune.
E invece niente, solo l'amaro in bocca per le briciole che rimarranno a loro: mercoledì 2 settembre, durante le convocazioni previste (dalle 9 alle 11.30 in via Tintori 62) per assegnare i posti vacanti nei nidi e nelle materne del Comune (una cinquantina in tutto), al massimo queste lavoratrici porteranno a casa qualche supplenza vedendosi scavalcare così dalle colleghe che in graduatoria occupano le ultime posizioni (dalla 60esima in giù).
Una mossa dell'amministrazione per non dover affrontare eventuali cause in tribunale per la stabilizzazione del personale? E' successo anche altrove: di questi tempi a Roma, ad esempio, le educatrici precarie storiche sono sul piede di guerra perché messe alla porta dall'amministrazione capitolina che ha deciso di non riassumerle per incarichi annuali.
«Il Comune di Prato – scrive al Tirreno un’educatrice che chiede di mantenere l’anonimato – ha deciso di attuare le stesse modalità di assunzione a tempo determinato per cui molte delle precarie storiche non potranno lavorare nonostante l’alta posizione in graduatoria comunale: gli incarichi – si legge – verranno assegnati a nuovi insegnanti ed educatori che occupano in graduatoria posizioni più basse perché le prime in graduatoria, forse, saranno utilizzate per eventuali supplenze altrimenti staranno a casa dopo aver svolto per tanti anni servizio per il Comune».
Che, in realtà, ha in testa come obiettivo quello di stabilizzare il personale precario, tramite un bando di concorso che uscirà tra settembre e ottobre, ovvero ad anno scolastico avviato. «Lo stiamo predisponendo, avremmo voluto farlo uscire prima ma purtroppo solo da poco abbiamo avuto il via libera del Ministero – replica l’assessore alla pubblica istruzione Mariagrazia Ciambellotti - Non si può pensare a un’assunzione a tempo indeterminato senza concorso, e quello che uscirà presto, pur aperto a tutti, avrà una via preferenziale per gli educatori con oltre 36 mesi di anzianità. Questi ultimi, ad esempio, non dovranno affrontare la prova selettiva. Per quest’anno i precari storici potranno accettare solo supplenze». Tuttavia, gli effetti della stabilizzazione legati al nuovo concorso che verrà non si vedranno prima del settembre prossimo. (mar.la)
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