Sicurezza
La Palla Grossa “scaccia auto” non piace ai negozianti
PRATO. Cambia solo il colore politico ma la Palla Grossa dell’era Biffoni mostra le stesse controindicazioni di quando a volere l’antico gioco a squadre c’era il sindaco Roberto Cenni. Il pomo della...
PRATO. Cambia solo il colore politico ma la Palla Grossa dell’era Biffoni mostra le stesse controindicazioni di quando a volere l’antico gioco a squadre c’era il sindaco Roberto Cenni. Il pomo della discordia è la location ormai collaudata da quattro anni, da quando l’amministrazione di centrodestra riportò in auge la Palla Grossa. E’ la rivoluzione della viabilità in piazza Mercatale, con una bella fetta di posti auto cancellata per consentire il montaggio delle tribune e dell’arena, a far venire i mal di pancia fra alcuni commercianti di via Garibaldi. Diversi fra i negozi rimasti aperti anche ad agosto hanno iniziato a registrare meno incassi da giovedì scorso, quando appunto la viabilità è stata modificata. «La clientela si lamenta perché non trova posto per parcheggiare - racconta Roberta Pacini del negozio "Sara" - Tutti gli anni è sempre la stessa storia. Ben venga che nel mio centro storico ci siano iniziative ma perché sacrificare l’unica piazza dove le persone parcheggiano per arrivare in centro?». Anche “Willy Wear”, altra insegna commerciale di via Garibaldi che non ha ma chiuso per ferie, ha il dente avvelenato. «Ma non dovevano spostare la Palla Grossa in piazza del Mercato Nuovo? Ricordo che l’anno scorso fu sollevata questa ipotesi - rammenta Martina dal bancone - Perché altrimenti non una Palla Grossa non all’ex Ippodromo? Capisco l’esigenza di organizzare tutto in una piazza del centro storico ma non si può privare del parcheggio principale il centro, oltretutto per ben 25 giorni». Alza bandiera bianca la profumeria “Cafissi” sia pure con uno spirito propositivo. «Che dire? Ormai siamo rassegnati a perdere clientela per oltre due settimane a settembre – ammette la titolare Bettina Tesi - ma forse non dovremmo sempre piangerci addosso. Perché non rivedere i nostri orari di apertura magari posticipandoli al tardo pomeriggio fino alle 21 o alle 22 in concomitanza degli eventi?» (m.l.)
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