Il Tirreno

Prato

I concerti “promossi” dai commercianti

di Maria Lardara
I concerti “promossi” dai commercianti

I titolari di bar e ristoranti di Piazza Duomo a Prato: «Non vediamo l’ora che musica e persone allontanino i tossicodipendenti»

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PRATO. E’ tutta l’estate che li aspettano a gloria, per migliorare gli affari e animare un pezzo di centro storico ultimamente alla ribalta per i problemi legati a spaccio e sicurezza. Poco importa che qualcuno di loro, in fondo, gli Interpol non li abbia mai sentiti nominare. Musica, concerto, migliaia di fan che arriveranno da fuori Prato anche per Mannarino, Negrita e Caparezza. «Era l’ora: quando c’è movimento piazza Duomo resuscita», sottolinea Mario Anastasio, titolare dello storico bar “Coppini”, l’unica serranda alzata in piazza Duomo in questo ultimo scorcio d’agosto insieme al pub “Largo Carducci”. Pronto agli straordinari in vista della prossima carrellata di concerti da martedì prossimo (i primi a esibirsi il 1° settembre saranno gli Interpol), Mario si lecca le ferite dopo un’estate da dimenticare, per aver visto all’ombra del pulpito di Donatello non solo turisti armati di obiettivo ma anche tossicodipendenti intenti a “bucarsi” sotto il sole, accovacciati alla fontana del Papero.

«Proprio così, che bel biglietto da visita abbiamo regalato alla nostra città in quel momento mentre passavano dei turisti inglesi con bambini. Ben venga che piazza Duomo diventi nuova location di eventi per settembre finora unicamente concentrati in piazza Mercatale ma, al di là delle iniziative di richiamo come i concerti, non vorrei che l’amministrazione dimenticasse come è ridotta questa piazza, in balia di tossici e spacciatori. Eppure avrebbe grandi potenzialità». Il calendario segna la data del 29 agosto, pochi turisti si riparano sotto gli ombrelloni del bar “Coppini”, con lo sguardo proteso verso il palco che stanno montando sul lato della statua del Mazzoni, sotto l'occhio vigile dei tecnici di Fonderia Cultart (gli organizzatori della kermesse “Settembre. Prato è spettacolo”). Ma dalla prossima settimana la piazza- cartolina di Prato con il Duomo in bella vista prenderà tutta un’altra piega.

Lo sperano anche Danilo e Trudy Scroppo, titolari dell’osteria “Aroma di vino”, che ha lavorato per tutto il mese d’agosto. Via Santo Stefano è a un tiro di schioppo da piazza Duomo, sulla carta il salotto buono della città. Ma ha uno sbocco su via Tintori su cui pullulano spacciatori giorno e notte che stazionano nei paraggi della sede di un’associazione. «Dico solo che quest’estate la mia clientela seduta ai tavolini esterni si lamentava per l’odore di marijuana che fumavano in fondo alla strada – racconta Danilo - Quanto ai concerti ben vengano, qui abbiamo persino studiato un menù ad hoc a 15 euro per gli spettatori».

Cosa c’è meglio di una buona birra da sorseggiare per riprendersi dal rock duro degli Interpol? Così anche il pub “Camelot 3.0” è pronto per il lavoro extra dei prossimi giorni. «Non si può non essere pronti – ammette col sorriso il titolare Luca Guerrini - per noi è un’opportunità di lavoro in più, per la città un’occasione di visibilità. E’ bello che il centro storico viva, basta che quelle dei concerti non siano iniziative fine a se stesse. Servono azioni concrete per riqualificare e rilanciare questa parte di centro sempre più degradata: su questa strada si drogano alla luce del sole, davanti agli occhi dei bambini».

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