Il Tirreno

Prato

La Popolare di Vicenza in perdita per oltre un miliardo

Proteste davanti all sede di Prato della Bpvi (foto d'archivio)
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Proteste davanti all sede di Prato della Bpvi (foto d'archivio)

Prato, il cda che si è riunito oggi, venerdì 28 agosto, a Vicenza ha deciso un aumento di capitale per 1.500 milioni da sottoporre all'Assemblea straordinaria dei soci

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PRATO. 'Grandi pulizie' per il bilancio della Popolare di Vicenza. L'istituto veneto, osservato speciale della Bce, ha chiuso il semestre con una maxi-perdita da 1,05 miliardi di euro, dopo aver registrato svalutazioni di avviamenti e attività finanziarie, rettifiche su crediti e accantonamenti per quasi 1,5 miliardi di euro.


A spingere per una profonda revisione del valore degli attivi di bilancio è stata la vigilanza europea, il cui pressing ha recentemente prodotto quella discontinuità manageriale - con l'uscita di Samuele Sorato (l'addio del presidente Gianni Zonin è rinviato alla trasformazione in spa) - che ha agevolato il lavoro di 'pulizia' del nuovo direttore generale e consigliere delegato, Francesco Iorio.


Il rosso si aggiunge ai 758 milioni di euro di perdite 2014 registrate dalla banca, costate in aprile una svalutazione del 22,8% delle azioni, attualmente 'prezzate' a 48 euro ma ancora molto sopravvalutate rispetto ai concorrenti quotati. Il cda, che a settembre approverà il nuovo piano industriale, è corso ai ripari approvando un aumento di capitale da 1,5 miliardi da realizzare entro la primavera 2016, che potrebbe avvenire contestualmente all'ingresso in borsa. L'aumento dovrà riportare i coefficienti patrimoniali (il cet 1 è sceso dal 10,4% al 6,8%) al livello minimo chiesto dalla Bce e accompagnare il rilancio della banca, la cui gestione ordinaria ha comunque mostrato segni di tenuta nel semestre.


Ma non sono state solo le perdite ad aver azzoppato il patrimonio di vigilanza della Vicenza. L'ispezione della Bce, chiusa tra fine giugno e inizio luglio, ha fatto emergere quasi un miliardo di euro prestati dalla banca ai suoi clienti per far comprare loro azioni della stessa Vicenza, che negli anni passati aveva 'piazzato' allo sportello buona parte dei suoi aumenti di capitale.


Così, in ottemperanza a quanto prescrive il codice civile, è stata iscritta in bilancio una riserva indisponibile pari all'ammontare dei prestiti, assimilati all'acquisto di azioni proprie. I finanziamenti 'occulti' hanno inoltre provocato, "in coerenza con le indicazioni della Bce", l'applicazione di un 'filtro prudenziale' (cioè una riduzione temporanea) di 622 milioni di euro dei fondi propri computabili ai fini del raggiungimento dei coefficienti patrimoniali della Bce.


 

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