Il Tirreno

Prato

Undici nuove farmacie, ecco dove e chi le gestirà

Maria Lardara
L'interno di una farmacia (foto d'archivio)
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L'interno di una farmacia (foto d'archivio)

Otto apriranno a Prato, due a Montemurlo, una a Poggio ma secondo l’Ordine dei farmacisti c’è il rischio saturazione: "Alcune saranno cattedrali nel deserto"

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PRATO. lL primo in graduatoria si chiama Pietro Motta, ex dirigente farmacista dell’Asl romana: la sua farmacia, quella che aprirà i battenti tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016, è stata assegnata alla sede numero 51, ovvero tra via Valentini e via Zarini. Scorrendo la graduatoria delle 115 licenze assegnate in Toscana, delle quali 76 già affidate secondo l’ultimo – lungo e contestato - bando di concorso che recepiva il decreto Monti del 2012, si leggono i nomi e cognomi degli 8 farmacisti che apriranno un’attività nel capoluogo laniero e andranno ad aggiungersi alle 47 attività già presenti, altre due apriranno a Montemurlo e una a Poggio a Caiano. Brutte notizie per i vaianesi: deserta è andata l’offerta di una licenza farmaceutica a Schignano perché nessuno ha voluto avventurarsi tra i boschi della Vallata.

Un’impresa che si tinge di rosa visto che 7 dei 11 titolari freschi di licenza su Prato e provincia sono laureate in farmacia con una solida esperienza alle spalle (la graduatoria veniva stilata solo per titoli, quindi difficilmente poteva fare largo ai giovani appena usciti dall’università). Curriculum di tutto rispetto per i futuri titolari, il 90% dei quali risulta provenire dalle regioni del Sud Italia, fatto questo che fa storcere il naso ai rappresentanti di categoria pratesi che temono la scarsa conoscenza del territorio. Così a Luca Franco, anche ex dirigente farmacista dell’Asl napoletana, è stata assegnata la sede numero 48 che corrisponde alla zona di San Paolo-Borgonuovo mentre a Raffaella Carpenedo, proveniente dall’azienda sanitaria fiorentina, toccherà una farmacia a Iolo.

In realtà, questi nominativi sono quelli posizionati in graduatoria come referenti di associazioni tra farmacisti in cui si sono strutturati i candidati per partecipare al bando che dava appunto la possibilità ai concorrenti di associarsi. Dove apriranno, esattamente, le altre farmacie? Una tra Galceti e Chiesanuova, un’altra tra Galceti e Figline, la mappa si completa con un’apertura a Maliseti, altre tra Fontanelle e Macrolotto, infine Gonfienti. Nonostante il commercio di farmaci e medicinali rimanga un’attività appetibile, tanto che alla chiamata della Regione nel 2012 s’era presentata una pattuglia di 3500 concorrenti da tutta Italia, non sono rose e fiori in questo periodo per il mondo delle farmacie. Anzi, l’aumento delle attività rischia di infliggere un colpo mortale a quelle che già stringono la cinghia.

"Non occorreva aumentare il numero delle farmacie – sottolinea Pietro Brandi della farmacia “Etrusca”, consigliere dell’Ordine provinciale dei farmacisti (il padre invece è il presidente della Federfarma pratese, sindacato di categoria ndr) - ma fare una valutazione zona per zona potenziando semmai i servizi già esistenti di quelli che sono i maggiori presidi sanitari sul territorio. Il timore è che alcune farmacie di quelle che apriranno saranno cattedrali nel deserto, come quella che aprirà a Gonfienti e zona dell’Interporto, e dunque non riescano a reggere".

Si creeranno nuovi posti di lavoro? Forse. Il rischio è che le vecchie farmacie, quelle che magari si vedranno arrivare un collega a due passi, possano decidere di mandare a casa i propri dipendenti per calo di fatturato. Non è un mistero che la farmacia “Celli” di via Roma abbia dichiarato nel giugno 2014 una procedura di concordato misto, presentando un piano di ristrutturazione che contempla anche la cessione della farmacia al termine del periodo di risanamento. A Prato lo stato di salute delle farmacie peggiora dove si registra una concentrazione di attività.

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